mercoledì 3 giugno 2026

IL CARNEM LEVARE A VIAREGGIO

 di Gabriele Oppo classe 2^E

Dalle antiche radici romane ai giganti di cartapesta.

“Carnevale” viene dal latino “carnem levare”, che significa “togliere la carne”. Era l’ultimo banchetto prima dei quaranta giorni di Quaresima (prima della Pasqua), in cui anticamente non si mangiava carne.

Il Carnevale ha origini antichissime e, come detto, all'inizio era solo un'abbuffata di carne.

PERCHÉ LE MASCHERE?



Durante i Saturnali romani (feste religiose tra le più popolari dell’antica Roma, celebrate ogni anno in onore di Saturno, dio dell'agricoltura e del tempo), la maschera serviva a cancellare momentaneamente le differenze di classe sociale . Ciò permetteva agli schiavi di comportarsi come padroni e viceversa; inoltre, grazie al travestimento, era possibile compiere azioni o pronunciare critiche che altrimenti sarebbero state proibite o punite.

I CARRI ALLEGORICI

Oltre alle maschere, i carri allegorici del Carnevale rappresentano una tradizione secolare che unisce il superamento  del buio invernale e la nascita primaverile e la satira sociale, una forma di comunicazione che usa l'ironia e il ridicolo per criticare i difetti, le ingiustizie o le contraddizioni della società.

 I carri si usano dai tempi dei babilonesi per celebrare il Nuovo anno e la creazione del mondo.

Perché “allegorici”? il termine deriva dal fatto che i carri rappresentano simbolicamente vizi, virtù o vicende storiche e sociali.

E A VIAREGGIO?

Il Carnevale di Viareggio è nato il 25 febbraio 1873 ed è uno dei più celebri al mondo, famoso per i suoi enormi carri allegorici in cartapesta che sfilano sul lungomare. Nato da un’idea di giovani benestanti per festeggiare il Martedì Grasso, si è evoluto nel tempo grazie all’arte dei maestri carristi, unendo satira politica, spettacolarità e tradizione.

 

 

I SIMBOLI: BURLAMACCO E ONDINA

 

 Il simbolo del Carnevale di Viareggio è Burlamacco. È stato ideato nel 1930 (e battezzato nel 1939) dal pittore Umberto Bonetti . Il nome richiama il pittore fiorentino Buffalmacco,  un personaggio che si trova anche nel Decameron  di Boccaccio, ma è stato scelto anche per richiamare il nome del canale 'Burlamacco'  che attraversa proprio Viareggio.

E’ un vero 'mix' di allegria: indossa i rombi bianchi e rossi tipici di Arlecchino, porta il mantello scuro di Balanzone e ha persino un bottone bianco che ricorda il Pierrot,  il cappello a punta di Rugantino e i colori della sabbia e dei tendoni balneari.

Come simbolo del Carnevale di Viareggio non c’è solo Burlamacco, ma anche Ondina, anch’essa disegnata da Umberto Bonetti, ma nel 1931. Ondina rappresenta “La Bagnante”, omaggiando la vocazione balneare di Viareggio fin dai primi del Novecento. Il suo costume è caratterizzato dal blu, che rappresenta il mare, e dal rosso, che rappresenta il sole.

I CARRI A VIAREGGIO

I famosi carri di Viareggio (alti anche più di venti metri) sono vere e proprie opere d’arte e, oltre a essere molto scenografici, rappresentano spesso storie di satira politica e sociale, prendendo di mira i personaggi di spicco di un determinato periodo. La satira politica è uno dei temi preferiti dai carristi del Carnevale di Viareggio; si dice che se sei un politico e non sei mai stato preso di mira da un carro di cartapesta significa che non sei così importante. I carri vengono costruiti nella Cittadella del Carnevale, dedicata proprio alla creazione e alla conservazione di questa tradizione. La festa a Viareggio dura un mese intero e, in occasione delle grandi sfilate, si eleggono i vincitori.

CHI HA TRIONFATO NEL 2026 AL CARNEVALE

Ed ecco il podio dei carri di prima categoria per il 2026:

  1. per la seconda volta trionfa Luca Bertozzi con il carro “In bocca al lupo”, un carro allegorico sulla favola di Cappuccetto Rosso.
  2. posto Luigi Bonetti con “I samurai del potere”
  3. posizione, Alessandro Avanzini con “La gallina dalle uova d’oro”.
  4. posto per Jacopo Allegrucci con “Nel campo dei miracoli”;
  5. Carlo e Lorenzo Lombardi con “999”;
  6. Lebrige e Rober con “Gran Casino Rien ne va plus”;
  7. Umberto, Stefano e Michele Cinquini con “Nemmeno con un fiore”;
  8. “The last Hope” di Massimo e Alessandro Breschi;
  9. ultimo “Io vivo in questo momento” di Roberto Vannucci.




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