Visualizzazione post con etichetta viaggi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta viaggi. Mostra tutti i post

venerdì 13 giugno 2025

La terra del Sol Levante

Il Giappone 

Un paese davvero speciale! 

Nihon è un insieme di isole che si trova nell'Oceano Pacifico. Una terra con tante città, con grattacieli altissimi, ma anche con palazzi dove viveva l'imperatore, parchi naturali, con montagne bellissime e moltissimi templi e santuari antichi.

A noi è piaciuto così tanto che abbiamo deciso di farne il tema del nostro articolo! E la cosa più bella è che abbiamo chiesto aiuto alla mamma di una nostra amica, che è giapponese! Ci ha raccontato un sacco di cose interessanti sulla sua città e sul suo paese.

La città più importante e conosciuta del Giappone è Tokyo, la capitale. È una metropoli enorme e super moderna! Di giorno è piena di gente che va e viene, con negozi coloratissimi e incroci trafficati. Di  notte diventa magica, grazie alle luci dei palazzi, dei neon e delle insegne illuminano tutto, trasformandola in uno spettacolo scintillante. 

Non si può parlare del Giappone senza nominare il Monte Fuji!


È una montagna grandissima e bellissima ed è anche un vulcano che, per fortuna, ora "dorme"! Tante persone ci vanno per fare escursioni e provare a scalarlo. Un’esperienza al monte Fuji può consistere in una vera e propria escursione con scalata oppure nella semplice vista della montagna da posizioni che ne offrono una bella visuale, come le località di Hakone e Kawaguchiko.


Il Giappone è anche famoso per le sue feste tradizionali, che sono un'esplosione di colori e gioia! Una delle feste più carine è quella dei bambini e delle bambine. Durante la festa, le famiglie mettono in mostra delle bandiere a forma di carpa colorate, chiamate koinobori, che sventolano nel vento. Simboleggiano la forza e la perseveranza. In casa, soprattutto per le femmine, si espongono delle bambole speciali, chiamate Hina-ningyo, che sono vestite con abiti tradizionali e rappresentano l'augurio di felicità e buona salute. Il giorno della festa, i bambini e le bambine spesso indossano il kimono, l'abito tradizionale giapponese. 
Ogni anno, il 3 marzo, in tutta la nazione si celebra la Giornata delle ragazze. Questa festa è chiamata inchanamatsuri

È incredibile come il Giappone unisca la modernità con le sue tradizioni millenarie. Ci piacerebbe tantissimo visitarlo un giorno! 

di Emma Marceddu e Maria Congia, 
1ªScuola Secondaria di Primo Grado 




domenica 2 marzo 2025

L’OCCHIO DI ALLAH

L’OCCHIO DI ALLAH 

L’amuleto della Turchia


di Elena Stara, 2ªD Scuola Secondaria di Primo grado 



La scorsa estate ho fatto un viaggio in Turchia, a Istanbul e in Cappadocia, e una cosa che mi ha colpito tantissimo è l’Occhio di Allah perché era presente dappertutto: case, negozi, autobus e taxi, ovunque spiccava l’azzurro intenso di questo oggetto. Mi sono quindi incuriosita e ho cercato il suo significato e la sua storia.

Che cosa è l’occhio di Allah?

L’occhio di Allah è una pietra a forma di occhio di colore azzurro che si dice protegga dal malocchio cioè dai pensieri negativi. 

Il suo nome in turco è Nazar Boncuk: nazar è una parola che significa occhio e boncuk significa perla quindi letteralmente significa perla dell’occhio.


In Turchia è uno dei souvenir più acquistati dai turisti ma si usa in generale regalarlo in occasione della nascita di un bambino, dell’inizio di una nuova attività o in occasione di un acquisto importante come una casa o un auto. Si usa regalarlo proprio perché possa essere di buon auspicio per tutte le novità importanti nella vita delle persone a cui viene regalato.

Si dice che, quando una persona subisce un attacco ‘negativo’, il Nazar si rompe e che è proprio rompendosi che respinge la negatività che è stata rivolta alla persona che lo possiede.


Perché è di colore azzurro?

Secondo alcuni è di colore azzurro perché nei Paesi orientali, come la Turchia, è raro trovare persone con gli occhi azzurri e nel passato si era diffusa la convinzione che i principali portatori di pensieri negativi fossero le persone con gli occhi azzurri. L’amuleto quindi veniva colorato di blu per eliminare il ‘male’. 

Secondo altri invece l’azzurro è il colore dell’acqua e in Paesi come la Turchia, caratterizzati da siccità cioè da scarse precipitazioni, il colore azzurro è di buon auspicio per portare appunto la pioggia. 

Un’altra interpretazione è che l’azzurro è il colore del cielo e, nell’antichità, le popolazioni turche adoravano Tengri, il Dio del Cielo che proteggeva le persone dal male: i turchi quindi considerano questo colore sacro e lo usano come protezione.


Quali sono le origini del Nazar Boncuk?

L’Occhio di Allah ha origini antichissime: grazie a degli scavi effettuati nel 1937 si è potuto affermare che questo oggetto infatti risale addirittura al 3300 a.C. 

In questi scavi furono ritrovate delle pietre di alabastro che avevano degli occhi scolpiti e che risalivano appunto a quel periodo. Poi successivamente queste pietre iniziarono a essere realizzate in vetro e ad assomigliare sempre di più agli oggetti che vediamo oggi.

 

Ora che abbiamo approfondito la storia e il significato di questo oggetto saprete che, se visiterete la Turchia e, come fanno tutti i turisti, comprerete un Nazar Boncuk, non state acquistando solo un souvenir ma un oggetto con una storia che risale a 5000 anni fa: state acquistando un pezzo di storia e cultura turca!


di Elena Stara, 2ªD 

giovedì 13 giugno 2024

La Corsica - di Gabriele Usala, 1ªE

LA CORSICA

La quarta isola più grande nel Mediterraneo

Quest'anno ho avuto modo di visitare l'isola della Corsica. È talmente vicina a noi che si può vedere dalla punta estrema della Sardegna: Santa Teresa di Gallura. 

Ci si arriva con un traghetto in circa 50 minuti dalle Bocche di Bonifacio, che però non consentono sempre l’attraversamento del mare per via delle correnti. 

La Corsica sembra molto abitata mentre ha solo 347.000 abitanti circa, ma tanti paesini caratterizzati dalle case in pietra. È una terra prevalentemente montuosa e la cima più alta è il Monte Cinto con ben 2.700 metri di altezza. Ad aprile la sua vetta è ancora molto innevata. 

Le lingue che si parlano sull'isola sono il corso e il francese. Il corso si parlava già prima del francese ed è simile all’italiano e al gallurese, quindi per noi è più facile farsi capire anche se molti parlano il francese: infatti mi è capitato che, mentre stavo chiedendo al bar una crêpe alla Nutella, la barista non capisse perché effettivamente la parola Nutella in francese si dice Nutellà e quindi un collega della cameriera le spiegò che cosa intendessi. 

Le strade sono strette e a due corsie, e capita che ti sorpassino a tutta velocità come se fossero piloti di Formula 1, persino in curva! Ricordo solo una strada a due corsie che era vicino all’aeroporto di Ajaccio. 


L’ambiente è molto simile a quello della Sardegna, il mare è pulito però ci sono più montagne e anche più alte mentre le pianure sono rare: quella che ho visto io è dove c’è Aleria, a oriente, con un sito romano e uno etrusco. Qui ho visto da vicino molti falchi. 

Nelle coste ci sono molte torri genovesi, anche a Bastia, da dove si vedono bene l’Isola d’Elba, Piombino e l’isola di Capraia. 

I cimiteri sono fatti da tante casette con le tombe della famiglia. 

Una curiosità: a Bonifacio c’è un campetto da basket/calcetto davanti al mare con a fianco il cimitero. 

di Gabriele Usala, 1ªE



Come Mary Anning - a cura della Scuola d'Infanzia "Maria Lai"

Come Mary Anning Curiosità, scoperta, creatività, invenzione Conoscete Mary Anning ? Vi diciamo come l’abbiamo conosciuta. Maestra Alessia Z...