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lunedì 3 marzo 2025

Il Calcio: regole fondamentali e ruoli in campo

Il Calcio: regole fondamentali e ruoli in campo

Tra gli sport di squadra, è il più popolare al mondo

di Emanuele Rossano Spanu, 3^B Secondaria di Primo grado


Tra gli sport di squadra, il calcio è il più popolare al mondo e si gioca tra due squadre formate da undici giocatori.
Il campo di gioco ha forma rettangolare (105 m x 68 m) ed è delimitato da linee bianche, con due porte poste alle estremità, alte 2,4 m e larghe 7,28 m. 

L'obiettivo principale del gioco è segnare un gol, ovvero far entrare la palla nella porta avversaria, utilizzando qualsiasi parte del corpo, tranne le mani e le braccia.
I ruoli dei giocatori sono fondamentali per l'organizzazione della squadra: si gioca con undici persone, principalmente divise in attaccanti, centrocampisti, difensori e portiere. Tuttavia, esistono ruoli più specifici e dettagliati, come CC (centrocampista centrale), COC (centrocampista offensivo), terzino, ala, ecc., ognuno con compiti e responsabilità ben definite. 

Il compito principale dell'attaccante è segnare gol, ma anche gli altri giocatori possono contribuire alla fase offensiva. Il portiere è l'unico giocatore autorizzato a usare le mani per proteggere la propria porta, ma solo all'interno dell'area di rigore.

L'arbitro, coadiuvato dai suoi assistenti, ha il compito di far rispettare le regole del gioco, controllare il tempo e prendere decisioni disciplinari. 
Fischia i falli in caso di contatti irregolari o comportamenti antisportivi. Per falli lievi, l'arbitro può estrarre il cartellino giallo, che funge da avvertimento. 

Se un giocatore riceve due cartellini gialli nella stessa partita, viene espulso e gli viene mostrato il cartellino rosso. L'espulsione comporta l'uscita immediata dal campo del giocatore, lasciando la sua squadra in inferiorità numerica.
Durante i 90 minuti di gioco, più il tempo di recupero, ogni squadra ha la possibilità di effettuare fino a 5 sostituzioni.

di Emanuele Rossano Spanu, 3^B

Pallavolo, che passione!

Pallavolo, che passione!

Uno sport di squadra in cui l'Italia è da tempo al vertice

di Gabriele Spiga, 3H Scuola Secondaria di Primo grado

La pallavolo è uno sport di squadra formato da sei componenti dove l'obiettivo è far cadere la palla nel campo avversario.

I ruoli sono cinque: banda, opposto, palleggiatore, centrale e libero.
I compiti dei diversi ruoli sono diversi: per esempio, la banda è di solito il giocatore più  completo e versatile ed è quello che attacca di più. 
Il palleggiatore è uno dei ruoli più importanti e da molti considerato il più difficile. Il palleggiatore è molto abile nel palleggio e alza la palla agli attaccanti per schiacciare.

Un altro ruolo cruciale è quello del libero che è di solito il giocatore più abile nella ricezione. Il libero deve fare delle difese quasi perfette per permettere al palleggiatore di fare buone alzate.

Un altro ruolo è l'opposto che spesso attacca da dietro.

L'ultimo ruolo è il centrale, che ha molte funzioni in campo come saltare a muro o ingannare il muro avversario con delle finte. Spesso attacca con delle veloci ed è l'attaccante che schiaccia meno.

In campo le bande sono due mentre gli altri ruoli sono solo uno. Il centrale può stare solo in prima linea, infatti in seconda linea viene sostituito dal libero.

I Mondiali di pallavolo sono iniziati nel 1949 in Cecoslovacchia e sono stati vinti dall'Unione Sovietica. I prossimi mondiali, invece, si terranno nelle Filippine proprio quest'anno, 2025.
L'Italia è una delle nazioni storicamente più forti: ha vinto 4 campionati mondiali e, nell'albo di questa competizione, siamo secondi solo all'Unione Sovietica, che di mondiali ne ha vinti 6.

Andrea Lucchetta è considerato uno dei pallavolisti migliori della storia. Ex capitano della nazionale italiana che arrivò prima al mondiale nel 1990, nelle World League del 1990-91-92 e negli Europei del 1989, la sua carriera comincia alla Pallavolo Treviso con il ruolo di centrale per poi finire al Daytona nello stesso ruolo.
Al momento è il commentatore ufficiale della RAI per la Coppa Italia e i campionati europei.



di Gabriele Spiga, 3H

domenica 16 giugno 2024

BISOGNA SEMPRE AIUTARSI! - a cura delle classi 2ªA e B della Scuola Primaria "Rodari"

BISOGNA SEMPRE AIUTARSI!

Le riflessioni dei bambini sul Progetto "Bocciando s'impara..."

Classe 2ªA

  • Mi ha fatto divertire essere membro di una squadra
  • Ho imparato che tutti possono fare uno sport
  • Ho imparato un nuovo gioco con i miei compagni
  • Bisogna sempre aiutarsi
  • Fare sport è la migliore cosa della vita
  • Si può sempre migliorare accettando la sconfitta
  • È stato emozionante tifare i miei compagni
  • Mi sono divertito un sacco a giocare
  • Mi ha insegnato la fratellanza sportiva
  • Mi piace lo spirito sportivo
  • Mi è piaciuto tanto fare gioco di squadra
  • Mi è piaciuto impegnarmi al massimo
  • Ho capito che non sempre si può vincere ma ci possiamo divertire lo stesso


Classe 2ªB

  • Per imparare a giocare ci vuole tanta concentrazione
  • In tutti gli sport c’è un obiettivo da raggiungere
  • Ho capito che per diventare bravi ci si deve impegnare
  • Mi è piaciuto giocare e tifare
  • Mi sono divertita ad allenarmi
  • Abbiamo capito che ci vuole precisione
  • Quando giocavo mi sentivo emozionato
  • Per imparare a giocare ci vuole tempo, allegria e impegno
  • Quando giocavo mi sentivo felice
  • In tutti gli sport c’è una regola
  • E alla fine siamo diventati tutti campioni

“BOCCIANDO S’IMPARA”... - a cura della 2ªA, SCUOLA PRIMARIA GIANNI RODARI

“BOCCIANDO S’IMPARA”… 

... a rispettare le regole sportive!


Gli alunni della 2ªA della scuola primaria “G. Rodari", durante il Progetto “Bocciando s’impara”, si sono confrontati su ciò che hanno imparato sulle regole sportive, ed ecco un loro piccolo-grande elenco:

    1) Nel gioco non si fa violenza

    2) Dobbiamo essere amici dei nostri avversari (fratellanza sportiva)

    3) Imparare dalle sconfitte

    4) Rispettare gli altri

    5) Giocare per divertirsi

    6) Dobbiamo rispettare le regole del gioco

    7) Accettare le sconfitte

    8) Rispettare se stessi

    9) Tutti possono fare sport

    10) Aiutarsi

    11) Mi impegno a migliorarmi 

    12) Dare l’esempio

    13) Essere leali


a cura della 2ªA, SCUOLA PRIMARIA GIANNI RODARI

QUANTO È BELLO GIOCARE A BOCCE - a cura della classe 2ªB della Scuola Primaria

QUANTO È BELLO GIOCARE A BOCCE

Un progetto per riscoprire uno sport molto bello!

Quest’anno gli alunni della 2ªA e 2ªB insieme a maestra Viviana hanno partecipato al Progetto “BOCCIANDO S’IMPARA…”, progetto che ha coinvolto moltissime classi della scuola primaria G. Rodari.

I bambini sono stati felicissimi di condividere con tutti noi la loro esperienza.





Mercoledì 27 marzo noi della 2ªB insieme alle altre classi della scuola primaria G. Rodari siamo andati in palestra per assistere alla finale del Progetto “Bocciando s’impara”.

Gli sfidanti sono state le classi 5ªB e 5ªC.

Alla fine ha vinto la 5ªB tra gli applausi di tutta la scuola ed è stata premiata con una coppa. Poi hanno dato le medaglie agli alunni di tutte le classi e diversi attestati di merito. 

A noi è stato dato per il MIGLIOR CARTELLONE che in dicava il nome della nostra squadra “I 4 MORI”.

Dopo sono stati donati dei fiori alla maestra esperta Elisabetta come segno di ringraziamento.

È stato meraviglioso perché eravamo contenti ed emozionati.

Attraverso questo progetto abbiamo imparato le regole del gioco delle bocce e abbiamo scoperto che esistono diversi tipi di bocce. Ci siamo prima allenati per poi divertirci a giocare sul serio una vera partita.

Alla fine siamo diventati dei SUPER CAMPIONI!

a cura della classe 2ªB


sabato 15 giugno 2024

Il bullismo nel calcio - di Federico Scarparo, 2ªB

Il bullismo nel calcio

Un problema che riguarda anche i luoghi di gioco e sport

Ogni 7 febbraio si celebra la Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, istituita nel 2017 da quello che allora si chiamava Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca (MIUR) e che oggi è diventato Ministero dell’Istruzione e del Merito (MiM), nell'ambito del Piano nazionale per la prevenzione di questi fenomeni a scuola.

In questa ricorrenza in Italia si dedica infatti una giornata di sensibilizzazione per giovani e adulti su questo tema. Nonostante tutta la sensibilizzazione, ogni giorno capita di assistere comunque a episodi di bullismo non solo nella scuola, ma anche nei luoghi di gioco e sport.

Il bullismo nello sport si manifesta nel campo quando si ricerca la prestazione migliore a tutti i costi pensando solo al risultato sportivo e arrivando a giustificare ogni mezzo utilizzato pur di conquistare la vittoria. Puntare solo alla prestazione migliore genera competizione tra i componenti della squadra e questo comporta atteggiamenti di prevaricazione e distanza tra i compagni. Il bullo in queste situazioni si scatena ancora di più prendendo di mira il compagno che considera più debole o troppo forte rispetto a lui, allo scopo di colpire l’autostima del rivale di gioco fino a spingerlo ad abbandonare lo sport o a cambiare squadra. I momenti in cui il bullismo si può manifestare più spesso sono quelli d’attesa prima che cominci l’allenamento, oppure nello spogliatoio.

Il primo punto di riferimento, in questi casi è l’allenatore che dovrebbe aiutare i ragazzi a creare un gruppo unito che non pensi solo a vincere ma anche a collaborare per un risultato comune.

Per quanto riguarda i genitori, credo che andare al campo per vedere i propri figli giocare sia molto importante per la loro crescita, ma questo non significa che gli adulti debbano insultare gli altri ragazzi o gli allenatori perché comporterebbe ulteriore ansia e nervosismo in campo. Questo fatto dovrebbe far riflettere tutti, ma soprattutto gli adulti, che dovrebbero essere da esempio e fare in modo che certi atteggiamenti non vengano tollerati.

di Federico Scarparo, 2ªB

giovedì 13 giugno 2024

Vi presento il tiro con l’arco - di Elia V. Arisci Marini, 1ªA

Vi presento il tiro con l’arco

Uno sport per tutti

Il tiro con l’arco è uno sport che consiste nel raggiungere un bersaglio con una freccia, a 30 metri di distanza. I principianti tirano a 15 metri perché è più facile.  

Tutti possono fare tiro con l’arco, non c’è un limite di età, basta avere un po’ di concentrazione, forza e una discreta vista. 


Qual è l’attrezzatura necessaria?

Ecco il materiale occorrente: 

  • un arco
  • una faretra
  • almeno 3 frecce
  • un parabraccio
  • una dragona (che serve per tenere l’arco) 


Dove si può praticare questo sport?

Si può fare sia all'aperto che al chiuso. Di solito, si fa all'aperto nelle giornate più calde, come in primavera e in estate, mentre in inverno è meglio farlo al chiuso soprattutto perché in inverno ci può essere molto vento; infatti, il vento può alterare il tragitto della freccia e rovinare il tiro.

Si può fare in tutte le stagioni. 

A Sestu, il tiro con l’arco si può praticare in due posti: uno vicino al Comune e un altro vicino alla piscina.

Alcune notizie utili per chi volesse praticare questo sport a Sestu: vicino alla piscina si pratica il lunedì, martedì e mercoledì dalle 18:00 alle 20:00. 


Cosa fare per iniziare? 

Oltre la quota che si paga mensilmente, bisogna iscriversi e portare il certificato medico. Il materiale si può acquistare o noleggiare o, volendo, si può usare l’arco gratuitamente.


Perché fare tiro con l’arco?

Fare tiro con l’arco è divertente e aumenta la concentrazione, si possono conoscere altre persone e si può gareggiare con loro. Io, per esempio, ho conosciuto sette persone grazie a questo sport. 

Io consiglio il tiro con l’arco perché mi è piaciuto molto; quando tiravo mi sentivo un arciere medievale.

di Elia V. Arisci Marini, 1ªA



LIONEL MESSI, il mio idolo - di Lorenzo Sanna, 2ªC

Una storia di riscatto sportivo

LIONEL MESSI, il mio idolo


Lionel Andrés Messi Cuccittini nasce in una famiglia povera a Rosario, in Argentina, con un sogno: quello di diventare una leggenda.

Sua madre è italiana mentre suo padre argentino.

Grazie alla nonna, Leo scopre che il calcio, e solo il calcio, riuscirà a salvarlo.

All’età di 8 anni Leo inizia la sua carriera al Newell's Old Boys.

Dimostra da subito un talento mai visto prima che lo accompagnerà per tutto il resto della sua vita. 

Purtroppo Leo soffriva di un problema all’ormone della crescita e, per questo, la sua statura mise a rischio la sua carriera, dato che non avrebbe potuto continuare a giocare se i genitori non gli avessero pagato delle cure molto costose. 

A questo punto entrò in gioco il Barcellona che, avendo notato il suo potenziale, decise di ingaggiarlo nelle giovanili, pagando anche le sue cure mediche.

Leo si trasferì a Barcellona dove poi rimase per ben 18 anni.

Esordì in prima squadra il 16 ottobre 2004 contro l’Espanyol.

Il primo dei suoi 848 gol lo fece il 1° maggio del 2005, contro l’Albacete.

Leo Messi farà la sua prima tripletta, a soli 19 anni, contro il Real Madrid, il 10 marzo del  2007; una tripletta storica che lo fece conoscere a tutti quanti.

Però, nonostante tutta questa bravura, c’era un problema e questo problema si chiamava Ronaldinho. Infatti, il calciatore brasiliano influenzava in maniera negativa la piccola stella che ormai Guardiola (ex allenatore del Barcellona considerato il migliore di tutti i tempi da molti esperti) aveva deciso di trasformare nel giocatore più forte di tutti i tempi.

Per questo, nel luglio 2008, Ronaldinho fu ceduto al Milan.


Messi vince nel 2009 la Champions contro il Manchester United di Cristiano Ronaldo, segnando un bellissimo gol. Vince anche la Liga, la
 Coppa di Spagna, la Supercoppa di Spagna, la Supercoppa Europea e infine il Mondiale per club.

Messi lascerà Barcellona il 6 agosto 2021, dopo aver vinto insieme ai Blaugrana ben 35 trofei.

Messi, dopo aver concluso la sua avventura a Barcellona, ha deciso di andare in un altro grande club: il PSG (Paris Saint Germain) dove però, nonostante giocasse con il suo migliore amico Neymar, non è rimasto a lungo a causa di incomprensioni con la società e con i tifosi.  Con il PSG ha vinto solo due trofei. Ha poi deciso di andare in America nell'MLS, l’Inter Miami, dove gioca adesso, rifiutando l’offerta da un miliardo di euro dell'Al-Hilal in Arabia Saudita.

In questi anni di carriera Messi ha avuto anche molte esperienze con la nazionale. Infatti il 17 maggio 2005 ha fatto il suo esordio con l’Argentina ed è riuscito a vincere le Olimpiadi nel 2009, la coppa America nel 2021 e la Coppa del mondo nel 2022.

A questo però si aggiungono molte sconfitte, le più famose sono quella contro il Cile nella  finale di coppa America nel 2018 e quella nel 2014 contro la Germania nella finale della Coppa del mondo.

A livello individuale Messi ha vinto 8 palloni d’oro, 6 scarpe d’oro e tanto altro.

Che dire… il giocatore più forte di tutti i tempi: un esempio da seguire per tutti noi!!!

di Lorenzo Sanna, 2ªC

 


 

Il Kung Fu - di Nicole Orofino, 2ªC

Uno sport, una passione 

Il Kung Fu  

Il Kung Fu, lo sport che pratico, è la mia più grande passione. Ho iniziato nel 2020. Mi alleno il martedì e il giovedì, dalle 18 alle 19, in una palestra di Sestu. Lì, oltre allo sport, posso rivedere i miei amici con cui posso chiacchierare a fine allenamento. 

Il Kung Fu nasce nel 527 d.C. nel monastero Shaolin, nel nord della Cina, è l’arte marziale più antica. Comprende cinque stili. Ogni tanto si fanno degli esami, dove si danno delle cinture. In totale le cinture sono dieci e nell'ordine sono: bianca, verde, blu, rossa, gialla, arancione, viola, marrone, grigia e nera.  

Io ora sono alla marrone.


Nel Kung Fu, si utilizzano anche delle armi; possiamo trovare: il bastone, la sciabola, la spada e il ventaglio. La mia preferita è la sciabola, la adoro! 

Nel mio sport ci si deve vestire in un certo modo, la cosa più strana sono le scarpe. Sono quasi rettangolari e piuttosto piatte. 

La nostra palestra è molto spaziosa, ogni tanto si fanno delle feste, soprattutto dopo gli esami.

Da poco ci sono state le gare internazionali. Abbiamo vinto in totale 35 medaglie: dodici ori, nove argenti e quattordici bronzi. 

Lo scorso febbraio ci sono state anche le premiazioni consegnate dal nostro Maestro, Ulisse Badas, e alle quali ha partecipato anche la sindaca Paola Secci.

Il Kung Fu è una disciplina che dà tanti benefici sia fisici (ad esempio migliora l’apparato muscolare e la postura della colonna vertebrale), sia psicologici (permette di migliorare la concentrazione, la capacità di memoria e di scaricare lo stress).

Quest’attività è anche adatta per i bambini perché, oltre a favorire lo sviluppo fisico, la coordinazione e il controllo, educa i più piccoli al rispetto per se stessi e per gli altri.

di Nicole Orofino, 2ªC

venerdì 2 febbraio 2024

La rimonta storica del Cagliari! - di Federico Scarparo, 2^B

La rimonta storica del Cagliari! 
Una domenica allo stadio

Sarebbe bello avere la possibilità di andare a seguire il Cagliari in tutte le partite in casa, magari con la scuola e tutti i compagni e le compagne. Qui vorrei raccontare ciò che vedo allo stadio, dal mio punto di vista, e l’esperienza di stare con i tifosi.

Proposta: vi descrivo una partita?                                        

Una rimonta storica: 
Cagliari-Frosinone, 29 ottobre 2023  

I gialloazzurri del Frosinone vanno in vantaggio per 0-3, ma negli ultimi 20 minuti si fanno rubare una partita già vinta anche grazie a una doppietta di Pavoletti, il capitano dei padroni di casa.

Emozioni dai distinti centrali

La partita inizia con un 0-1 per il Frosinone, poi riusciamo a guadagnare un rigore ma Mancosu lo sbaglia e in più prendiamo un altro gol: è 0-2.

Come se non bastasse, nel secondo tempo il Cagliari prende un altro gol e siamo 0-3. Alcuni tifosi iniziano a scoraggiarsi e quindi se ne vanno ma... al 72’, miracolosamente, il vento cambia all’Unipol Domus e Oristanio, appena entrato, fa sperare in una rimonta siglando l'1-3.

Al 76’ Makoumbou fa tremare il settore ospiti accorciando ancora le distanze (2-3) e al 94’ lo stadio esplode per il pareggio di Pavoletti: 3-3.

Due minuti dopo, sempre Pavoletti colpisce ancora e fa vedere che lui è un campione: è il 4-3! Il triplice fischio determina la prima vittoria del Cagliari in questo campionato.

Balli, urla, gioia sono i sentimenti che rincuorano i tifosi e ripagano di tante sofferenze. Queste sono le emozioni che ho vissuto in una domenica speciale.



di Federico Scarparo, 2^B

giovedì 1 febbraio 2024

L’atletica leggera - di Giorgia Garau, 1°D

Salto in alto in stile Fosbury

L’ATLETICA LEGGERA
Tante discipline per una grande passione


L’atletica leggera è fatta da diversi sport praticati in pista e alcune volte anche in strada. Molte persone pensano che l’atletica sia solo correre e nient’altro, ma non è assolutamente così poiché comprende tante discipline, come per esempio il salto in alto, il vortex, il salto in lungo, la marcia, la corsa a gli ostacoli. Partiamo però parlando della corsa e della marcia che sono abbastanza simili tra loro: ogni atleta viene valutato in base alle proprie capacità e da lì si scopre a quale categoria appartiene tra i velocisti, cioè tra gli atleti più portati per le corte distanze. C’è poi chi invece può dare il meglio tra i mezzofondisti, cioè gli atleti più portati per le distanze di medio-lunghe, e infine chi dimostra maggior resistenza nel fondo, cioè sulle lunghe distanze. Infine per la corsa vorrei ricordare la corsa a ostacoli: è una gara in cui bisogna correre e saltare delle barriere collocate a distanze fisse e può essere disputata sulla lunghezza di 100, 110 o 400 metri.


Adesso parliamo delle altre discipline: nel salto in lungo bisogna saltare più lontano possibile ricadendo in una buca di sabbia e qui atterrare a piedi uniti. Il vortex invece prende il nome da un attrezzo usato dagli atleti ed è come una specie di giavellotto corto, vagamente somigliante a un piccolo missile: in pratica bisogna lanciarlo il più lontano possibile, secondo la stessa logica di altre discipline come il lancio del giavellotto, del peso o del martello. Nel salto in alto bisogna saltare più in alto possibile al di sopra di un’asta flessibile parallela al terreno: nel corso delle Olimpiadi di Città del Messico del 1968, un famoso saltatore statunitense di nome Dick Fosbury vinse la medaglia d’oro superando l’asticella a 2,24 metri sorvolandola di schiena per poi atterrare sul materasso di spalle. Il suo modo di saltare stupì il mondo intero e da allora lo stile “Fosbury” è usato praticamente da tutti i migliori saltatori professionisti.

di Giorgia Garau, 1°D

Come Mary Anning - a cura della Scuola d'Infanzia "Maria Lai"

Come Mary Anning Curiosità, scoperta, creatività, invenzione Conoscete Mary Anning ? Vi diciamo come l’abbiamo conosciuta. Maestra Alessia Z...