mercoledì 3 giugno 2026

UNA INTERESSANTE GIORNATA AL COMUNE DI SESTU

 

di Erika Agus classe 1^H


Oltre i banchi di scuola: a Sestu gli studenti dicono no al bullismo e scelgono la responsabilità.

Giovedì 19 febbraio 2026, durante la seconda ora, ci siamo recati al Comune per parlare di tre argomenti cruciali che riguardano non solo gli adulti ma anche i bambini: bullismo, contrasto alle droghe e cultura della legalità.

L'obiettivo è aiutare i più piccoli a crescere come cittadini responsabili e rispettosi delle regole, per un mondo migliore.

Erano presenti tutte le classi prime delle scuole di via Dante e via Torino, insieme al Comandante dei Carabinieri di Sestu.

Durante la giornata abbiamo approfondito il significato di libertà e legalità: rispettare le regole aiuta a vivere meglio tutti insieme. La cultura della legalità, infatti, non significa solo obbedire alle leggi, ma avere rispetto verso le altre persone e l’ambiente.

Le regole non devono essere considerate una punizione ma, al contrario, una protezione. Per farcelo capire, la Dirigente scolastica ha fatto un esempio che è rimasto impresso a tutti: "La mia libertà di muovere il pugno finisce dove inizia il naso di un altro".

Non ci siamo soffermati a lungo sul tema della droga, essendo un argomento complesso, ma abbiamo capito che dobbiamo prevenire e dire sempre: NO ALLE DROGHE, SÌ AL RISPETTO PER SÉ STESSI E PER LA PROPRIA SALUTE.

Siamo poi passati al tema del bullismo. A turno, siamo andati al microfono per esprimere la nostra opinione. Il Comandante ci ha spiegato che la prima cosa da fare, se si vive una situazione di questo tipo, è parlare: bisogna raccontare tutto agli insegnanti e, soprattutto, ai genitori, che sono pronti ad aiutarci. NO AL BULLISMO!

In seguito, il Comandante ci ha posto una domanda: "Chi fa più bullismo: i maschi o le femmine?". Si è creata un po' di confusione: alcuni sostenevano fossero i ragazzi, citando i fatti di cronaca, altri pensavano fossero le regazze perché agiscono più di nascosto, parlando male di chi è loro antipatico. Alla fine, il Comandante ha spiegato che sono spesso le ragazze a praticare un bullismo più sottile, legato all'esclusione sociale.

L’incontro è stato molto utile perché ci ha permesso di ricevere risposte chiare sull'importanza del rispetto e della socializzazione, valori che si costruiscono con i piccoli gesti quotidiani.

Da questa preziosa lezione abbiamo capito che la scuola non insegna solo materie come l'italiano o la matematica, ma ci insegna a crescere nella solidarietà, nell'amicizia e nella responsabilità per creare un futuro migliore.

 

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