martedì 25 giugno 2019

Incontro con la Polizia di Stato, di Elena Spanu, Classe 3^C, Scuola secondaria di Primo grado


La droga si sta sempre più diffondendo tra i ragazzi e in fasce di età sempre più basse. Come mai?
Molti di noi direbbero per desiderio di fare esperienza, per divertimento oppure per essere ritenuti dagli amici più grandi parte del gruppo. Ma davvero ne vale la pena? La risposta è semplice, no. Ci ha spiegato Maurizio Mascia durante un incontro sui pericoli della droga che non esistono droghe leggere, per cui se se ne fa uso non può accadere nulla di grave; infatti, esistono droghe veloci o lente, ma i rischi sono uguali.
Durante questo incontro, Maurizio ci ha aperto gli occhi su quanto la droga stia spopolando tra noi ragazzi, e non solo la cannabis, ma anche droghe sintetiche che, senza sminuire la gravità di uno “spinello” che viene troppo spesso ridimensionata, danno effetti addirittura permanenti per il nostro cervello.
Elena Spanu, Classe 3^C, Scuola secondaria di Primo grado

Monumenti aperti a Sestu, di Daniela Massidda e Giorgia Marras, Classe 1^F, Scuola secondaria di Primo grado

Il giorno 5 maggio, nove alunni della classe 1^F della Scuola secondaria di Prim
o grado hanno partecipato a “Monumenti Aperti 2019” presso la chiesa di San Salvatore di Sestu, organizzato dalle professoresse Loredana Musio e Andreina Murgia.


Ogni studente ha scelto di presentare, a partire dal testo di Franco Secci, un aspetto della chiesa. Le opzioni erano quattro: storia, esterno, interno e festeggiamenti.
L’incontro è avvenuto domenica mattina nella piazza della chiesa; quando siamo entrati all’interno dell’edificio, la professoressa Murgia ci ha consegnato i cappellini rossi offerti dall’organizzazione. Quindi,  abbiamo fatto le prove con i nostri genitori e alcuni hanno esposto la loro parte.
Inizialmente non ci sono stati visitatori a causa del maltempo, così nell’attesa abbiamo recitato qualche preghiera e raccontato i migliori ricordi della scuola elementare.
A metà mattina abbiamo avuto alcune visite, tra cui quella di Marco Carta colui che ha realizzato i portoni della chiesa strutturati a sesto acuto, montati nel 2009, e quella di Franco Secci, l’autore di libri riguardanti la storia del territorio Sestese; nel suo libro racconta la storia della chiesa di San Salvatore; infatti, come detto, l’argomento presentato da noi studenti è stato tratto dalle sue ricerche.


La mattinata è trascorsa nel migliore dei modi, siamo stati molto orgogliosi del nostro lavoro, ci siamo impegnati molto per raggiungere questo obiettivo e siamo fieri di noi stessi.
Speriamo di rifare questa esperienza l’anno prossimo. 

Daniela Massidda e Giorgia Marras, Classe 1^F, Scuola secondaria di Primo grado






Dopo 363 edizioni un alternos donna, di Nicola Truzzu, Classe 2^G, Scuola secondaria di Primo grado



Il 1° maggio si svolge a Cagliari la processione di Sant’Efisio. La città, nel 1657, per essere liberata dalla peste, fece un  voto al Santo promettendogli di riportarlo nel luogo del suo martirio ogni anno.
La festa e la sua processione sono bellissime e ricche di tradizioni, tutti i paesi della Sardegna partecipano con i loro canti e i loro costumi. Però quest’anno è cambiato qualcosa! Dopo 363 edizioni, per la prima volta nella storia della Sagra, l’Alter nos è una donna: Raffaela Lostia. Occorre ricordare che la figura dell’Alter nos rappresenta la città di Cagliari e la sua Municipalità, accompagna il Santo in tutti i suoi spostamenti, da Cagliari a Nora e ritorno.
La storica scelta del Sindaco ha avuto il merito di realizzare nella devozione religiosa una naturale equità di ruoli tra uomini e donne, sperando che questa considerazione per le donne si verifichi anche in altri ambiti della società.
E’ anche la prima volta che il Sindaco nomina Alter nos un dipendente comunale e non un consigliere eletto. Questa doppia novità ha acceso un nuovo interesse sulla Sagra più importante della Sardegna.

Nicola Truzzu, Classe 2^G, Scuola secondaria di Primo grado

PROVE INVALSI!, di Sara Veroni, Classe 3^H, Scuola secondaria di Primo grado


Prove Invalsi! Due parole, dodici lettere totali.
No, non sto parlando di qualcosa di molto bello…
Le prove Invalsi sono degli “esami” che ogni studente di terza media deve fare per essere ammesso alle scuole superiori.
Quest’anno si sono svolte ad aprile, come sempre in aula di informatica.
Per fortuna, non influiscono più sull’ammissione all’esame, ma alla scuola nella quale passeremo i nostri prossimi (se va bene) 5 anni arriveranno i nostri risultati.
Da affrontare sono tre prove:
-prova di Italiano;
-prova di Matematica;
-prova di Inglese.

Per la prova di italiano si hanno a disposizione 90 minuti.
Essa consiste nel leggere tre brani e rispondere alle domande; le risposte sono spesso a più opzioni, ma ce ne sono non poche anche a risposte aperte: quelle la maggior parte delle volte risultano sbagliate, non perché sono veramente sbagliate, perché sono scritte leggermente diverse da come sono registrate nel sito Invalsi.
Dopo la comprensione del testo, c’è una parte di grammatica (ripassatevi tutto!)

Anche per la prova di Matematica si hanno a disposizione 90 minuti. Qui non si tratta tanto di ripassare, ma di collegare i neuroni al cervello. Per me, questa è stata la prova più facile, quella in cui ero più sicura, non per niente ho scelto un liceo scientifico…

Ultima prova da sostenere: English!

This exam is divided into two test: reading and listening.
Ognuno di questi dura 45 minuti. Dico solo che una parte del listening è stata di difficile comprensione, non si sentiva molto bene, l’audio era scadente, poi la cosa più brutta è che avevamo solo 20 secondi per completare, per esempio 10, risposte. I secondi  dovrebbero essere almeno il doppio.
La prova di Reading, tutto sommato, è stata facile.

L’unico consiglio che posso dare è di non avere fretta (certo, nella listening è un po’ difficile): non farsi prendere dal panico è fondamentale.


Sara Veroni 3^H, Classe 3^H, Scuola secondaria di Primo grado

Giochi matematici √4 0 (13,67+5,33) !, di Sara Veroni, Classe 3^H, Scuola secondaria di Primo grado


Giochi matematici √4   0   (13,67+5,33)  !

“Quando riceve qualche telefonata sul suo cellulare, Amerigo gli fa fare almeno tre squilli prima di rispondere. Non più di quattro, però. Questo pomeriggio gli squilli sono stati 17 e Amerigo ha poi, tutte le volte, risposto.
Quante telefonate ha ricevuto Amerigo?”


Questo era solo un assaggio dei problemi che ha assaporato chi il 16 marzo si trovava alla cittadella Universitaria di Cagliari come partecipante …

Come ogni anno, in tutta Italia e non solo, si sono svolte le semifinali dei giochi matematici della Bocconi, dove si sfidavano, solo nella cittadella universitaria di Cagliari, 3900 concorrenti.

Tutti i concorrenti di tutte le categorie si sono trovati nei punti di chiamata alle 13:00, dove ad aspettarli c’erano dei ragazzi con un cartello giallo che indicava ciascuno: categoria, edificio e aula, da che cognome a che cognome bisognava seguire il ragazzo preposto ad accompagnarci.
Eravamo divisi in ordine alfabetico.

Una volta che hanno chiamato il “cognome a cognome” dove rientrava il tuo (i più fortunati hanno trovato il loro cognome), ci hanno portato nel nostro rispettivo edificio, dove abbiamo aspettato un po’ prima dell’arrivo del “professore” per fare l’appello e farci sedere nei banchi.
Dopo averci dato qualche informazione riguardante il regolamento, le coordinatrici ci hanno dato il foglio delle risposte e un foglio bianco dove fare i calcoli.
Per ultimo, ci hanno distribuito il foglio dei problemi che dovevamo risolvere.
La prova è iniziata per tutta Italia alle 14:30, ed è finita alle 16:00  per la categoria C1, e alle 16:30 per la mia categoria (la C2) e tutte le altre.
Dalla prima media alla seconda media si è categoria C1, dalla terza media alla prima superiore categoria C2; vi sono anche altre categorie che alla nostra scuola però non interessano.
Ogni categoria ha dagli 8 ai 10 problemi da risolvere con difficoltà crescente: la C1 aveva i problemi dall’1 al 10, la C2 dal 3 al 12…

Per partecipare ai giochi matematici non serve una preparazione specifica, in quanto i problemi di logica sono basati sul “ritenta sarai più fortunato (forse)”. A volte bisogna fare tentativi su tentativi per arrivare a una risposta… ma quando ci arrivi è una soddisfazione indescrivibile!
Sono adatti alle persone che vogliono mettersi alla prova e alle quali piacciono gli enigmi.

Ci sono quelli che dicono “Basta!” al primo esercizio, quelli che finiscono in mezz’ora e quelli che sfruttano tutto il tempo a disposizione.
Se posso dare un consiglio, direi che non bisogna farsi prendere dal panico,  bisogna leggere bene le consegne; la fretta, la maggior parte delle volte, non aiuta perché, se anche si fa un buon tempo, non vuol dire che i problemi siano giusti e non vuol dire che in classifica si sia primi… certo, il tempo conta nella graduatoria, ma prima di tutto sono importanti i punti totalizzati.

Sara Veroni, Classe 3^H, Scuola secondaria di Primo grado




I Giochi Matematici, di Lorenzo Loi, Classe 3^F, Scuola secondaria di Primo grado

La matematica per molti potrebbe essere una cosa bruttissima, ma non per tutti.
Anche quest’anno la nostra scuola ha partecipato ai giochi matematici con circa 40 alunni, ma solo 2 sono riusciti a passare:

Bullita Davide 2^H categoria C1 113°
Loi Lorenzo 3^F categoria C2 35°(per la seconda volta)

Il giorno 16 marzo alle h. 14:30 ha avuto inizio la gara; dopo un’ora e mezza i ragazzi della categoria C1 sono potuti uscire e un’altra mezz’ora dopo i ragazzi delle restanti categorie.
Tutte le categorie hanno dovuto rispondere a 10 quesiti di difficoltà crescente. I partecipanti erano circa 2200 per la categoria C1 e circa 1000 per la categoria C2.
Il giorno 10 aprile sono stati consegnati degli attestati che ci hanno permesso di entrare alla finale nazionale che si è tenuta a Milano l’11 maggio presso l’università Bocconi.

Lorenzo Loi, Classe 3^F, Scuola secondaria di Primo grado

L’importanza del teatro nella scuola, di Giulia Lai, Classe 1^D, Istituto secondario di Primo grado

Quest'anno per la classe 1^D dell'Istituto secondario "Gramsci-Rodari" di Sestu sono state numerose le occasioni per andare a teatro, per ben quattro volte: gli spettacoli “Avanti March” sulla prima guerra mondiale, "Peter Pan" presso il teatro delle Saline di Cagliari, il "Musical delle Emozioni" presso la Vetreria di Pirri e lo spettacolo sugli strumenti musicali presso il Teatro Massimo.
In particolare, nel "Musical delle emozioni" si rappresentavano le diverse tipologie di emozioni, come per esempio la gioia, la tristezza, e la rabbia. Per esempio, la scena di Notre Dame rappresentava la tristezza, la scena di Mary Poppins rappresentava la gioia.
Lo spettacolo degli strumenti musicali, in cui sono stati rappresentati i diversi tipi di strumenti, ci ha dato l'occasione, su indicazione della professoressa Usai, di costruire degli strumenti musicali con materiali di riciclo.
Il teatro è un modo di esprimersi e comunicare attraverso gesti e parole, dove vengono interpretati i diversi personaggi di una storia. Il teatro dovrebbe essere inserito in tutte le scuole obbligatoriamente perché insegna a stare con gli altri ed entrare nei loro panni, e serve a coinvolgere la gente e confrontarsi attraverso le parole. È importante perché allena la nostra memoria attraverso lo studio di testi realizzati insieme.
Il teatro è importante perché, come nella vita reale, ci aiuta a metterci in gioco per crescere e migliorare noi stessi.

Giulia Lai, Classe 1^D, Istituto secondario di Primo grado

Smart&Technology Day – Un pomeriggio al FabLab – di Samuel Mocerino, Classe 2^B, Scuola secondaria di Primo grado Come redattore del nostro giornale,


Come redattore del nostro giornale, quest’anno ho avuto la possibilità di passare un pomeriggio al FabLab di via Torino. Tra le tante iniziative ho deciso di descrivere il progetto “Il castello senza barriere”.
Il progetto in questione è tratto dalla storia di una bambina che voleva come regalo un castello per le sue principesse preferite, tra cui la principessa "Eleonora", che, dopo un grave incidente ad equitazione, rimase sfortunatamente paralizzata alle gambe. Perciò la bambina e i suoi amici fecero tutto il possibile per rendere il castello accessibile anche ai disabili.
Qui entrano i gioco gli alunni della 1^A, che nel FabLab hanno realizzato un castello di mattoncini Lego. Hanno iniziato a costruire la cabina dell'ascensore e le mura del castello. Le alunne invece hanno creato una camera per la principessa. In seguito dovranno creare un secondo piano e il castello sarà pronto per la principessa Eleonora.

Samuel Mocerino, Classe 2^B, Scuola secondaria di Primo grado





Smart&Technology Day – Green Screen, di Sara Fadda, Classe 3^D, Scuola secondaria di Primo grado


Avete mai sognato di fare un viaggio alle Maldive o negli spettacolari fiordi norvegesi senza però
spostarvi da casa vostra?

Ebbene, questo all’Istituto Comprensivo di Sestu è finalmente possibile, grazie al “green screen”, che altro non è che un grande telo verde.
Il professor Carta ci ha illustrato le innovative caratteristiche di questo sistema il giorno 21 febbraio 2019, nella sede di Via Torino, in occasione della manifestazione “Smart Education & Technology Day” organizzata dal nostro Istituto.
Abbiamo imparato a fare dei video incredibili in posti meravigliosi.
Il prof. Carta ci ha spiegato che l’occorrente per realizzare questo sogno è facilmente reperibile: un telo verde, un ambiente ben illuminato o delle luci e un dispositivo elettronico, come un telefono o un tablet, contenente l’applicazione “KineMaster”.
Per realizzare il sogno, bisogna innanzitutto trovare una foto del posto, che si utilizzerà come sfondo, fare un video al soggetto che si intende catapultare nella nuova realtà e, in seguito, aprire l’applicazione kinemaster.
A questo punto, occorre selezionare la foto in questione e il video fatto in precedenza.
Sarà sufficiente sovrapporli, facendo in modo che lo sfondo non si noti, e regolare la luminosità del video e la sua velocità di riproduzione.
Dopo aver eseguito tutti questi passaggi, il video sarà pronto per essere salvato nella galleria e per essere mostrato a tutti.
In poco tempo e con supporti alla portata di tutti, si possono realizzare dei sogni.
Davvero entusiasmante!

Sara Fadda, Classe 3^D, Scuola secondaria di Primo grado

A SCUOLA… IN GIRO PER IL MONDO, di Sofia Cristiano, Nicola Brughitta, Alessandro Garau, Classe 3^A, Scuola secondaria di Primo grado


La classe 3^A è composta di alunni che hanno fatto delle esperienze di studio all’estero interessantissime. Noi abbiamo pensato di intervistare uno di loro per conoscere delle realtà diverse, lontane dalle nostre. Eravamo curiosi di sapere l’orario di ingresso e di uscita da scuola, come e quando vengono usati il computer o gli altri dispositivi in classe, quali sono le differenze principali tra la nostra scuola e quella frequentata precedentemente, quali provvedimenti disciplinari vengono presi…
Il racconto che abbiamo raccolto è davvero interessante.




Alessandro (Inghilterra)
La scuola da cui provengo si chiama Isleworth Town Primary School (http://www.isleworthtown.hounslow.sch.uk/). Ho frequentato la  prima e la seconda classe della Scuola Primaria qui in Sardegna e sono rimasto a Londra fino alla metà della sesta.
Entravo alle 9:00, uscivo alle 15:00 e non andavo il sabato.
La scuola a Londra era molto bella perché si poteva mangiare fuori. Si facevano i corsi di recupero solo per gli alunni che erano indietro nelle lezioni.
In Inghilterra esiste la bocciatura.
Le lingue straniere da me studiate erano il francese e lo spagnolo. Non ho studiato l'italiano perché non si studia nella Primary.
Visto che noi entravamo a scuola alle 9:00 e uscivamo alle 15:00, le visite guidate potevano durare massimo fino alle 16:00. Si visitavano musei e luoghi di interesse non troppo lontani.
Nella mia classe le punizioni non erano severissime. Avevamo un tabellone molto grande e, ogni volta che qualcuno faceva qualcosa di sbagliato, si metteva un piccolo segno sul suo nome. Quando si arrivava a dieci segni, si subiva il timeout: durante la ricreazione non si poteva né uscire né giocare e si restava dentro l’ufficio del preside a fare una scheda e a scrivere cosa era stato fatto di sbagliato e come si poteva migliorare.
Ho potuto partecipare ad attività sportive e corsi extracurricolari al pomeriggio.
Ogni anno veniva data una scheda che presentava delle opzioni: Sport, per esempio calcio e basket, attività tecnologiche come Minecraft, molte altre attività tra cui si poteva scegliere. Ogni attività poteva avere un numero limitato di alunni. Quindi, se non si veniva inseriti in un’attività, si doveva aspettare fino all'anno successivo. Nei tre anni sono stato fortunato perché un anno, in quinta, sono riuscito a fare Minecraft che tutti chiedevano di fare.
Per quanto riguarda la Tecnologia, nella mia classe di Londra si usava il computer per realizzare delle attività, per esempio una presentazione. Oltre al pc, si poteva usare anche il tablet, anche se, in realtà, lì si usava meno di quanto non si usi a Sestu.

Sofia Cristiano, Nicola Brughitta, Alessandro Garau, Classe 3^A, Scuola secondaria di Primo grado




lunedì 27 maggio 2019

COMUNICHIAMO CON I NOSTRI AMICI DI PENNA DEL KENIA, Edizione speciale “Kenya”, a cura di Pina Pala


Edizione speciale “Kenya”

COMUNICHIAMO CON I NOSTRI AMICI DI PENNA DEL KENIA

a cura di Pina Pala

Come pubblicato nella precedente edizione, gli alunni delle classi terze e quarte della scuola primaria “Gianni Rodari” di Sestu hanno intrapreso un’attività di corrispondenza con i bambini del Kenya.
 Nel mese di aprile il signor Mimmo Mastrangelo si è recato in Kenya portando con sé gli elaborati prodotti dai nostri alunni.
La lingua utilizzata per comunicare con i nostri amici di penna è stata la lingua inglese e, grazie alla collaborazione delle insegnanti di inglese, abbiamo potuto tradurre tutto il materiale prodotto dalle classi.
Con la metodologia CLIL gli alunni, guidati dalle insegnanti, si sono trovati a utilizzare in modo concreto e reale la lingua inglese, attraverso un percorso talvolta faticoso, ma motivante che ha offerto loro un’importante opportunità di crescita.
 Attraverso questa esperienza sono stati coinvolti in un compito concreto e  hanno potuto sperimentare il piacere di  lavorare in squadra, creare, decidere, condividere,  provare interesse e conoscere nuove realtà, in un percorso formativo  multidisciplinare che ha avuto come punto di forza l’utilizzo della lingua straniera  come strumento reale di comunicazione ed espressione.
Quello che segue è parte del materiale prodotto dalle classi e inviato agli amici di penna del Kenya.

Come Mary Anning - a cura della Scuola d'Infanzia "Maria Lai"

Come Mary Anning Curiosità, scoperta, creatività, invenzione Conoscete Mary Anning ? Vi diciamo come l’abbiamo conosciuta. Maestra Alessia Z...