domenica 2 marzo 2025

Una mattina con la scrittrice Nicoletta Gramantieri

Una mattina con la scrittrice Nicoletta Gramantieri

UN INCONTRO SPECIALE

a cura di Maestra Valeria Pettinau

Lunedì 7 ottobre 2024 le nostre classi 3A e 3B (che hanno aderito agli incontri del Festival Tuttestorie) sono andate nell’aula di musica dove abbiamo accolto Nicoletta Gramantieri scrittrice del libro “Le fate non esistono”.

Le abbiamo fatto molte domande e abbiamo discusso su una delle protagoniste chiedendoci se Fatma fosse una fata oppure no, poi abbiamo letto una pagina del libro.

Lei ci ha detto che lavora nella biblioteca Salaborsa di Bologna perché le è sempre piaciuto leggere e anche perché quando era piccola non le piaceva aspettare che la biblioteca aprisse per poter leggere. 

Alla fine ci siamo salutati e lei è andata via.

È stata una giornata fantastica!



Ed ecco alcune nostre impressioni: 

Mi è piaciuto leggere questo libro perché era fantastico (ma mi è sembrato anche realistico) e mi ha reso felice. (Samuele)


Ci ha fatto l’autografo e mi è piaciuto molto. (Francesco M. – Francesco P. – Marco P.)


Quando sono tornato a casa ero felicissimo per aver passato questa bellissima giornata con la scrittrice del libro che ho letto e mi sono divertito tanto a raccontarlo a mamma e papà. (Leonardo M.)


In quella giornata mi sono sentita particolarmente felice. (Amèlie)


Non mi sono mai sentita più felice. (Dorotea)


Io ero molto felice di averla conosciuta. (Diego M.)


Quando mi ha fatto l’autografo ho provato gioia e per me questo è stato il miglior giorno di sempre. (Edoardo)


Ero emozionato perché era la prima volta che ricevevo l’autografo di una scrittrice vera. (Francesco B. – Samuel M.)


È stato un bellissimo evento. (Lorenzo – Caterina – Marco F.)


Per me è stato bello e spero di rivederla un giorno. (Riccardo)


Mi è piaciuto molto ascoltare la sua storia. (Nicholas)


Tutto è stato super perché era interessante! (Chiara)


È stata una bella mattinata, sono stato felice di aver conosciuto la scrittrice. (Samuel L.) 


L’incontro mi è piaciuto molto e ho provato moltissima gioia perché il libro l’ho letto tante volte e quindi avevo pensato di incontrare la scrittrice ma ci hanno pensato le maestre!!! (Aurora)




CLASSI 3A - 3B scuola primaria “G. Rodari”

LA GIORNATA INTERNAZIONALE PER L’ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

25 NOVEMBRE 2024: GIORNATA INTERNAZIONALE PER L’ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE 

Alcune riflessioni degli alunni - a cura di Maestra Valeria Pettinau

Ho capito che la violenza non va usata contro nessuno, che siano maschi o femmine. 
(Aurora, 3A)

Anche le parole possono essere una violenza per esempio quando un uomo dice qualcosa di brutto a una donna. (Dorotea, 3A)

L’amore è una scelta e nessuno deve obbligare nessuno ad amare l’altro, l’amore non è fatto di obblighi e doveri è fatto di gentilezza e libertà. Se una donna non vuole più amare un uomo lui lo deve accettare. (Amelie, 3B)




La violenza non è amore e che se l’uomo e la donna litigano spesso si possono lasciare. (Nicholas, 3A)

Noi dobbiamo dare l’esempio. (Edoardo, 3A)


Ho imparato che gli uomini non sono superiori alle donne. (Lorenzo, 3B)

Le donne non devono essere obbligate. (Isabel, 3B – Elio, 3A)

Disegno di Edoardo
Ho imparato che a volte gli uomini non accettano le decisioni delle donne. La violenza non è mai una soluzione. (Leonardo M. - Mattia, 3A)

La parola violenza non dovrebbe esistere perché non dà la pace. (Simone, 3B)

Non si offendono le donne e non si dicono parole che fanno male al cuore. L’uomo non può comandare tutto e le donne non si trattano come giocattoli o macchine. (Samuele S., 3A)

È giusto che i maschi rispettino le donne e non devono decidere cosa devono fare loro. (Cinzia – Francesco B. – Daniel – Nicola – Leonardo T., 3B. / Francesco P., 3A)

Le donne non si dovrebbero offendere neanche con le parole perché le parole feriscono. (M. Elena, 3A)

La violenza contro le donne esiste in quasi ogni parte della Terra. Violenza non vuol dire solo picchiarsi ma anche usare parole e gesti brutti. (Angela, 3B)

Secondo me alle donne si deve regalare una rosa e non picchiare. (Samuel, 3A)


Esistono tanti tipi di violenze, nessuno deve essere usato come sua proprietà. (Chiara, 3B)

Le donne hanno diritto al rispetto e all’amore e alla felicità. (Gabriel, 3B)

Ho capito che alcuni uomini attaccano le donne perché vengono lasciati e quindi reagiscono con la violenza. (Diego A. 3A)

La violenza non deve esistere perché rende le persone tristi. (Diego M., 3B).

Le donne non sono un oggetto dell’uomo. (Marco P., 3A)

Se una donna dice di no vuol dire che l’uomo non deve farlo. (Francesco M. – Samuel M., 3B)

La violenza non deve essere confusa con l’amore neanche se si è innamorati. (Caterina, 3A)

Ho capito che le donne sono uguali ai maschi. (Marco F., 3A)

sabato 1 marzo 2025

Il Teatro… a scuola

Il Teatro… a scuola

a cura dell’insegnante Tamara Diana, Scuola dell’infanzia J. Gagarin


La scuola dell’infanzia Gagarin per il secondo anno consecutivo, nei giorni precedenti le festività natalizie ha vissuto una piacevole  esperienza teatrale grazie alla compagnia teatrale “I MENESTRELLI” di Cagliari che ha messo in scena  lo spettacolo “Pasticcio di Natale la Befana colpisce ancora”, una storia a misura di bambino, semplice e divertente, dove hanno prevalso la musica, i suoni e il movimento.

L’ampio androne della scuola, oltre alle tre classi dell’infanzia Gagarin, ha ospitato le due prime, a tempo normale, della scuola primaria G. Rodari e alcuni genitori rappresentanti di classe.


Alunni, genitori e personale scolastico, tutti spettatori di uno spettacolo davvero esilarante, spesso interrotto dalle fragorose risate dei bambini molto divertiti e non solo.
I bambini sono stati attenti e con gli occhi spalancati per la meraviglia.
L’esperienza è diventata un pretesto per lavorare sull’importanza del teatro. 
I bambini cinquenni della sez. E, oltre a riprodurre graficamente l’evento, hanno colto l’occasione per rispondere a una domanda molto complessa… che cos'è il teatro?
  
Che cosa è il teatro?

Ecco alcune delle risposte:
- A me l’anno scorso era piaciuto tanto…
- Io l’anno scorso non c’ero e  sono molto emozionata…
- Che bello maestra! Me lo ha detto anche la mia mamma…
- Il teatro è quando ci sono gli attori…
- Praticamente il teatro è quando gli attori fanno vivere una storia…
- No maestra, il teatro è quando fanno ridere…
- Il teatro mi piace perché ci sono tanti costumi colorati e tante luci…


- Il teatro è quando gli attori urlano per farsi sentire dai bambini…

- Io non avevo mai visto un teatro, e a scuola mi è piaciuto tanto…
- Anche a me …
- Anche a me…
- È quando Cappuccetto Rosso esce dal libro…
- Cappuccetto Rosso però, maestra, era troppo grande…
- Era anche dispettosa e aveva il rossetto… ah, ah, ah, ah!!!





È molto
 importante per la crescita dei bambini far vedere spettacoli teatrali perché il teatro è anche un veicolo di emozioni, insegna a identificare e a gestire le emozioni, a valorizzare le differenze, a sviluppare la socializzazione, la fantasia e la creatività….



È stata un’avventura divertente che ha dato la possibilità di godere dell’esperienza del teatro a scuola, per alcuni bambini la prima esperienza teatrale, un momento emozionante nella sua semplicità che ha affascinato bambini e adulti.
 

Brrrr… è arrivato l’inverno!

Brrrr… è arrivato l’inverno!

      Scuola dell’infanzia J. Gagarin, a cura dell’insegnante Tamara Diana



È arrivato l’inverno e i bambini della scuola dell’infanzia Gagarin hanno scoperto l’emozione di questa stagione attraverso diverse esperienze di osservazione, esplorazione, scoperta e rielaborazione orale/grafica, utilizzando materiali di vario genere, colori ma soprattutto…tanta creatività in un ambiente di gioco e divertimento che ha portato anche la neve a scuola. 

Nella sezione C, i bambini di tre anni hanno innevato gli alberi spogli con candidi fiocchi di neve, conosciuto i frutti tipici della stagione invernale, creato la neve all’interno di buste trasparenti e ascoltato diverse storie attraverso il kamishibai. 

I bambini quattrenni della sez. D hanno abbellito la porta d’ingresso dell’aula con un gigante pupazzo di neve  con materiale di riciclo e con diverse tecniche, hanno poi realizzato paesaggi invernali, pupazzi di neve, osservato, rappresentato i colori dell’inverno con la tecnica della digitopittura e toccato con mano e i diversi frutti offerti dalla stagione. 

I bambini cinquenni della sez. E, “i grandi”, hanno osservato la natura, i mutamenti della stagione, riprodotto aspetti invernali e fenomeni naturali.
In vista del loro ingresso alla scuola primaria, sono andati a “caccia di lettere”, nello specifico la vocale “I come inverno” e imparato a riprodurre graficamente alcune parole tipiche dell’inverno.
Alberi  spogli, paesaggi glaciali, neve, frutti, parole, storie… 
Ecco a voi alcune delle nostre esperienze!!!





domenica 16 giugno 2024

SESTU AI TEMPI DEI NOSTRI NONNI - di Silvia Orrù, 2ªH

SESTU NEL SECOLO SCORSO

La nostra città attraverso i ricordi di un nonno sestese nato nel 1943

Oggigiorno la nostra generazione, ovvero la generazione Z, si lamenta di molte cose, soprattutto la maggior parte degli abitanti di Sestu spesso e volentieri critica questa piccola città perché magari non è grande e maestosa ma è solamente un'umile cittadina. 

Ma abbiamo mai pensato a com’era Sestu ai tempi dei nostri nonni?

Per saperne di più, ho chiesto ai miei nonni cosa c’era e cosa non c’era quando loro erano giovani...

A quei tempi Sestu era un paesino molto povero e l’unica strada asfaltata era via Cagliari mentre tutte le altre strade erano sterrate. C’erano piccole case che avevano solo il piano terra e solo alcune avevano un altro piano, quindi non c’erano le palazzine che ci sono adesso. 

C’era anche molta più campagna: infatti c’erano vari orti che usavano le famiglie per mantenersi. La famiglia di mio nonno, per esempio, ne aveva uno ai confini di Sestu. Quando mio nonno aveva 8 anni - quindi nel 1951 - il paese aveva circa 5.600 abitanti, invece quando nonno ne aveva 18 - quindi nel 1961 - c’erano circa 6.700 abitanti. Esisteva l’asilo dove insegnavano le suore, le elementari che però all’inizio si facevano in locali privati e non pubblici, mentre le medie non esistevano ancora. 

Non esistevano nemmeno i supermercati e il cibo si comprava in piccole botteghe e la maggior parte dei prodotti si vendeva sfusa.

Per i vestiti invece andavi a comprare la stoffa e poi ti facevi fare un abito su misura dal sarto. Se volevi abiti già pronti, dovevi per forza andare a Cagliari.

Se volevi uscire con gli amici, esistevano già bar e gelaterie ma, soprattutto, c'erano dei circoli con delle attività da fare: per esempio, mio nonno andava spesso al circolo bocciofilo. Ogni domenica poi si svolgevano delle gare organizzate dalla Federazione bocce ed è così che mio nonno ha vinto molte gare ed è diventato un campione di questo sport.

Quando mio nonno aveva circa 5 anni c’erano poche automobili. Solo dopo qualche tempo sono un po’ sono aumentate di numero. A Sestu inoltre c’erano solo rivenditori di macchine ma i veri e propri concessionari si trovavano solo a Cagliari. 

Se volevi comprare arredi per la casa c’erano sempre delle botteghine che vendevano un po’ di tutto. Esistevano anche edicole dove potevi comprare giornali e giornalini e anche negozi di piante.

Se avevi necessità di fare una visita per i denti a Sestu non c’era ancora niente e dovevi andare a Cagliari.

Esisteva già la banca e anche il comune, che però non era lo stesso di adesso ma si trovava in via Roma. 

Per fare le fototessere per i documenti, i fotografi usavano una stanza fatta apposta dentro casa loro.

C’erano diverse chiese molto antiche (risalenti al XII-XIII sec) che ci sono anche ora, come per esempio la chiesa di sant’Antonio, di San Salvatore, di San Giorgio e di San Gemiliano, mentre la chiesa di Nostra Signora delle Grazie non esisteva ancora quando erano piccoli i miei nonni perché è stata costruita solo nel 1968.

Sicuramente rispetto a oggi c’erano molte più differenze tra uomini e donne: infatti l’80% delle donne non lavorava e rimaneva a occuparsi della casa.

Secondo me una cittadina come Sestu ha oggi dei vantaggi:

    • si trova vicino a Cagliari;

    • puoi uscire abbastanza tranquillamente con i tuoi amici e ci sono molti punti di ritrovo tra cui alcuni parchi e piazze carine;

    • non c’è molto traffico a differenza di tante città importanti.

Secondo me tutti noi abitanti di Sestu critichiamo troppo questa piccola città perché magari non è bella e maestosa come Cagliari, però prima i sestesi vivevano con molto meno e ce l’hanno comunque fatta.

di Silvia Orrù, 2ªH


FONTE:
Wikipedia - https://www.flickr.com/photos/cristianocani/2984161058


LEGGIAMO E DIVENTIAMO PITTORI - a cura degli alunni della 2ªA e 2ªB della "Rodari"

LEGGIAMO E DIVENTIAMO PITTORI

Le copertine reinterpretate dagli alunni della 2ªA e 2ªB della "Rodari"

Anche quest’anno gli alunni della classe 2ªA e 2ªB della Scuola Primaria "Rodari" si sono divertiti a leggere i libri della biblioteca di classe e poi si sono trasformati in pittori copiando alcune copertine dei loro libri preferiti.

Ecco il risultato: niente male vero?








CHE COS'È LA SALUTE DIGITALE? - a cura delle classi 2ªA e 2ªB della Scuola Primaria "Rodari"

PROGETTO DI EDUCAZIONE ALLA SALUTE DIGITALE

Comprendere opportunità e rischi del mondo digitale

Quest’anno gli alunni della 2ªA e 2ªB hanno partecipato al progetto di “Educazione alla Salute e alla Salute Digitale”, promosso dal Comune di Sestu con il coordinamento del Dott. Luca Pisano.

Alla scuola Primaria il progetto ha previsto, attività pratiche ed esperienziali - simulate, esercitazioni guidate e visione di video - per aiutare i bambini a comprendere le opportunità offerte dal mondo digitale, i suoi rischi e i pericoli. L'obiettivo è stato di favorire lo sviluppo della consapevolezza digitale per permettere ai bambini di avvicinarsi a internet con prudenza e in sicurezza. 

Alla fine degli incontri nelle due classi gli alunni hanno prodotto dei testi scritti partendo dal titolo: “Scrivi cosa hai imparato durante il Progetto educazione alla Salute Digitale e quali sono le tue considerazioni”.


Ecco alcuni elaborati:

Ho imparato che non fa bene guardare il telefono o il tablet per tante ore.

Ho anche imparato che esistono apps di truffa!

La psicologa è stata bravissima!

Ho imparato che prima di scaricare un gioco devo guardare per quale età viene consigliato.

Mi è piaciuto un mondo imparare tante cose nuove.

(Marzia 2ªA)


Mi sono divertito con la psicologa che ci ha fatto vedere i diversi tipi di videogiochi. Alcuni sono per i tre anni alcuni per i sette alcuni per i diciotto anni.

C’è una realtà virtuale e una realtà “normale in cui viviamo sempre.

La psicologa ci ha spiegato che non bisogna guardare molto il tablet fino a tardi perché poi non dormiamo.

Queste lezioni mi sono piaciute molto perché ho imparato che non bisogna utilizzare le cose elettroniche per tanto tempo perché fanno male al cervello.

(Nicholas 2ªA)


Ho imparato che non si devono usare tanto i videogiochi e che non si devono mandare le foro e le password agli sconosciuti. Non dobbiamo usare YouTube degli adulti ma possiamo usare YouTube Kids. Inoltre ho imparato che i bambini piccoli non possono guardare gli youtuber.

Mi è piaciuto perché mi ha fatto riflettere.

(Simone 2ªB)


Io ho imparato che alcuni giochi o film o serie TV non sono adatti alla nostra età. Infatti possono causare danni alla salute.

E’ pericoloso dare il proprio numero di telefono oppure la password a uno sconosciuto. Inoltre ho imparato che, se gioco online con gli sconosciuti loro ti possono imbrogliare.

Le lezioni per me sono state molto giuste e il cervello può essere modificato perché gli scienziati hanno lavorato duramente per scoprirlo.

Queste lezioni mi sono piaciute molto.

(Lorenzo 2ªB)


Io all’inizio pensavo che il Progetto non mi sarebbe piaciuto invece alla fine mi è piaciuto molto. E anche con mio grande stupore ho imparato che ci sono i pericoli dello smartphone e che ci sono i PEGI, dei numeri che indicano gli anni per giocare ai diversi tipi di videogiochi. Vi faccio un esempio, tipo Fortnite che è un gioco per i 18 anni.

La psicologa Irene Urrai era bravissima e ci ha fatto fare tre lezioni interessantissime. Nell’ultima lezione ci ha fatto fare la nostra carta di identità, con nome, aspetto fisico, ci ha fatto scrivere cosa ci piaceva o cosa non ci piaceva e il nostro sogno. Alla fine dovevamo disegnarci e c’è chi ha disegnato se stesso dentro il sogno.

A me le tre lezioni sono piaciute tantissimo e anch’io penso che i bambini devono leggere di più e non stare appiccicati a uno smatphone, un tablet o ai videogiochi oppure ai computer o a tutti tipi di dispositivi digitali fino a quando avranno 20 anni.

(Amelie 2ªB)

LETTURE PRIMAVERILI - di Elio, 2ªA Scuola Primaria "Rodari"

LETTURE PRIMAVERILI

Un resoconto dall'Aula Multimò


Oggi, 15 aprile 2024, le bibliotecarie della nostra scuola, maestra Veronica e maestra Rachele, hanno organizzato nell’Aula Multimò delle “Letture Primaverili” per gli alunni di tutta la scuola. 

Per noi di 2ªA e per la 2B, ha letto maestra Rachele che ha scelto due racconti intitolati “Uffa che noia!” e “Vorrei un tempo lento lento”, e poi una filastrocca di Gianni Rodari intitolata “Aiuto”.

A me sono piaciute le storie “Uffa che noia” e "Vorrei un tempo lento lento”, la prima perché era divertente e la seconda perché i tempi erano strani.

recensione di Elio e disegno di Leonardo, 2ªA Scuola Primaria "Rodari"

BISOGNA SEMPRE AIUTARSI! - a cura delle classi 2ªA e B della Scuola Primaria "Rodari"

BISOGNA SEMPRE AIUTARSI!

Le riflessioni dei bambini sul Progetto "Bocciando s'impara..."

Classe 2ªA

  • Mi ha fatto divertire essere membro di una squadra
  • Ho imparato che tutti possono fare uno sport
  • Ho imparato un nuovo gioco con i miei compagni
  • Bisogna sempre aiutarsi
  • Fare sport è la migliore cosa della vita
  • Si può sempre migliorare accettando la sconfitta
  • È stato emozionante tifare i miei compagni
  • Mi sono divertito un sacco a giocare
  • Mi ha insegnato la fratellanza sportiva
  • Mi piace lo spirito sportivo
  • Mi è piaciuto tanto fare gioco di squadra
  • Mi è piaciuto impegnarmi al massimo
  • Ho capito che non sempre si può vincere ma ci possiamo divertire lo stesso


Classe 2ªB

  • Per imparare a giocare ci vuole tanta concentrazione
  • In tutti gli sport c’è un obiettivo da raggiungere
  • Ho capito che per diventare bravi ci si deve impegnare
  • Mi è piaciuto giocare e tifare
  • Mi sono divertita ad allenarmi
  • Abbiamo capito che ci vuole precisione
  • Quando giocavo mi sentivo emozionato
  • Per imparare a giocare ci vuole tempo, allegria e impegno
  • Quando giocavo mi sentivo felice
  • In tutti gli sport c’è una regola
  • E alla fine siamo diventati tutti campioni

“BOCCIANDO S’IMPARA”... - a cura della 2ªA, SCUOLA PRIMARIA GIANNI RODARI

“BOCCIANDO S’IMPARA”… 

... a rispettare le regole sportive!


Gli alunni della 2ªA della scuola primaria “G. Rodari", durante il Progetto “Bocciando s’impara”, si sono confrontati su ciò che hanno imparato sulle regole sportive, ed ecco un loro piccolo-grande elenco:

    1) Nel gioco non si fa violenza

    2) Dobbiamo essere amici dei nostri avversari (fratellanza sportiva)

    3) Imparare dalle sconfitte

    4) Rispettare gli altri

    5) Giocare per divertirsi

    6) Dobbiamo rispettare le regole del gioco

    7) Accettare le sconfitte

    8) Rispettare se stessi

    9) Tutti possono fare sport

    10) Aiutarsi

    11) Mi impegno a migliorarmi 

    12) Dare l’esempio

    13) Essere leali


a cura della 2ªA, SCUOLA PRIMARIA GIANNI RODARI

Come Mary Anning - a cura della Scuola d'Infanzia "Maria Lai"

Come Mary Anning Curiosità, scoperta, creatività, invenzione Conoscete Mary Anning ? Vi diciamo come l’abbiamo conosciuta. Maestra Alessia Z...