lunedì 3 marzo 2025

La verità sulla droga

La verità sulla droga

Dalle false promesse degli spacciatori alla distruzione della mente: i pericoli e le conseguenze dell'uso di sostanze stupefacenti

di Isabella Mereu, 2^G Secondaria di Primo grado


Molte volte si parla della droga nel mondo, nelle scuole, online e in televisione. Tuttavia, non tutte le informazioni che circolano sono vere. Spesso, le fonti principali sono gli stessi spacciatori, i quali, come ammesso da alcuni di loro, sarebbero disposti a dire qualsiasi cosa pur di indurre le persone all'acquisto di sostanze stupefacenti. Pertanto, è fondamentale non farsi ingannare.

A partire dalla metà del secolo scorso, le droghe si sono diffuse, soprattutto negli anni '60. Musica e mass media hanno avuto grande importanza in questa diffusione, influenzando profondamente la nostra società. 

Oggi si stima che circa 296 milioni di persone nel mondo abbia fatto uso di sostanze stupefacenti (dati ONU del 2021). I giovani oggi sono più esposti che mai alla droga. La relazione annuale del 2024 al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia ha posto in evidenza che nel  2023 quasi 960mila ragazzi tra i 15 e i 19 anni, il 39% degli studenti, hanno assunto almeno una volta sostanze illegali.

La marijuana è la droga più diffusa: il Rapporto mondiale sulle Droghe delle Nazioni Unite del 2017 stima che nel mondo ci siano 188 milioni di consumatori di questa sostanza. 

Tra le cause principali degli incidenti stradali del fine settimana vi è l’uso di alcol, cannabis o ecstasy da parte dei conducenti. 

Perché le persone e in particolare gli adolescenti assumono droghe?

Le persone assumono droga perché cercano di cambiare qualcosa nella loro vita. Gli adolescenti, in particolare, indicano diverse ragioni che li spingono a iniziare:

Per inserirsi in un gruppo: la pressione degli amici può portare a decisioni poco consapevoli.

Per fuggire dalla realtà o rilassarsi: le droghe possono illuderci di poter scappare da situazioni negative.

Per sentirsi più grandi o trasgressivi: l'idea di infrangere le regole può sembrare attraente per un adolescente, ma porta a comportamenti rischiosi.

Per curiosità o desiderio di sperimentare: la voglia di novità può essere forte, ma porta a esperimenti pericolosi.

Pensano che la droga sia una soluzione ai propri problemi. Tuttavia, col tempo, le droghe stesse diventano il problema principale. Le conseguenze dell'uso di sostanze stupefacenti sono sempre più gravi delle difficoltà che si cerca di superare. La vera risposta è informarsi correttamente sui rischi e scegliere di non assumere droghe. 

Come agiscono le droghe?

Le droghe sono sostanze che alterano il funzionamento del nostro corpo. La quantità assunta determina l'effetto: in piccole dosi possono agire come stimolanti, a dosi maggiori agiscono come sedativi e a dosi elevate possono avvelenare l'organismo e causare anche la morte. Questo vale per qualsiasi droga.

La droga influisce sulla mente

Molte droghe agiscono direttamente sul cervello, alterando la percezione della realtà. Questo può portare a comportamenti strani, irrazionali e persino distruttivi.

In condizioni normali, quando una persona ricorda qualcosa, la mente elabora le informazioni velocemente. Le droghe invece annebbiano la memoria, creando vuoti e ostacolando la capacità di recuperare informazioni in modo chiaro. Questo può far sentire una persona lenta o confusa, portando a fallimenti nella vita quotidiana. E man mano che chi si droga ha fallimenti, la vita diventa sempre più dura, desidera più droga per aiutarsi a gestire queste difficoltà.

Le droghe possono anche isolare le persone, cancellando tutte le sensazioni e le emozioni, sia negative che positive. Qualcuno che è triste potrebbe usare droga per sentirsi felice, ma questo non funziona. Le droghe infatti possono portare a una falsa euforia, ma quando l'effetto svanisce, la persona si sente ancora più depressa di prima. E ogni volta lo sconforto è sempre più grande e, alla fine, la droga distruggerà completamente tutta la creatività che possiede.

Diciamo no con forza alle droghe

In conclusione, è fondamentale comprendere che le droghe non sono una soluzione ai problemi, ma una trappola che può avere conseguenze tragiche. La fuga dalla realtà e la sensazione di benessere si trasforma rapidamente in dipendenza, isolamento e distruzione. 

È importante dire no alle droghe, informarsi correttamente sui rischi, cercare aiuto in caso di difficoltà. 

Non lasciamo che le droghe ci rubino il futuro.

Isabella Mereu, 2^G

Tenere vivo il ricordo della Shoah

Tenere vivo il ricordo della Shoah

Per onorare le vittime e combattere l'odio

di Maddalena Andrea Pisciottu Palmas, 3^F Secondaria di Primo grado


Ogni anno, il 27 gennaio, si commemora il Giorno della Memoria, un momento per onorare le vittime della Shoah, lo sterminio di milioni di ebrei, rom, sinti, omosessuali, disabili e oppositori politici, una ferita  ancora aperta nella storia dell'umanità.

Il 27 gennaio 1945, le truppe sovietiche liberarono il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, un mondo che nessuno conosceva, svelando le atrocità del regime nazista, che aveva trasformato esseri umani in ombre, numeri tatuati sulla pelle, corpi scheletrici. 

I pochi sopravvissuti portarono con loro ricordi incancellabili: la fame, la sofferenza, la morte delle persone care.

In questa giornata, i sopravvissuti ai campi di concentramento condividono le loro esperienze, raccontando ciò che succedeva. Le loro testimonianze ci ricordano l'importanza di non dimenticare, di lottare contro l'odio e l'intolleranza.

Molti di loro scrissero libri, come lo scrittore italiano Primo Levi, con i suoi due romanzi più celebri “Se questo è un uomo” e “La tregua” o come la senatrice a vita Liliana Segre. 


Tutte le iniziative che si tengono  durante il Giorno della Memoria servono a  far capire ai giovani e agli adulti cosa non deve più essere ripetuto. 


Molte persone si recano ad Auschwitz per visitare il campo e portare fiori o partecipare a  conferenze dove si presentano libri e film che parlano di tutto ciò. 


Non sempre però queste iniziative hanno i risultati che ci si aspetta, infatti ci sono ancora persone che continuano a insultare e prendere in giro coloro che soffrirono nei lager e che purtroppo persero la famiglia, i figli e a volte persero anche la loro stessa vita. 


Questi vengono a volte  denunciati, ma  molto spesso no. La nostra senatrice Liliana Segre viene spesso ricoperta di insulti, non solo sui social ma anche sui muri di locali, perché ebrea e lei li affronta a testa alta e senza timore.


Dobbiamo sempre portare rispetto a tutti coloro che hanno affrontato questa tragica esperienza perché non sappiamo cosa hanno passato e cosa hanno sofferto, il nostro unico compito è ricordare e non commettere più gli stessi errori.

Non dimenticare significa onorare le vittime e costruire un futuro in cui la dignità umana venga difesa a tutti i costi. 


Maddalena Andrea Pisciottu Palmas, 3^F

La "Giornata della Memoria"

LA GIORNATA DELLA MEMORIA

Il ricordo per costruire il futuro

di Giulia Valdes, 2^G Secondaria di Primo grado

La "Giornata della Memoria" è un’occasione per ricordare e riflettere sugli eventi del passato che hanno segnato la Storia, un momento speciale che ci invita a pensare a ciò che è successo.

Non si tratta solo di ricordare eventi tristi, ma di capire come quegli eventi hanno cambiato il mondo e come possono insegnarci a costruire un futuro migliore.

Si celebra il 27 gennaio. Questo giorno è stato scelto perché nel 1945, proprio in questa data,  le truppe sovietiche liberarono il campo di concentramento di Auschwitz, rivelando al mondo ciò che era accaduto.

Ricordare queste vittime significa onorare la loro memoria e impegnarsi a far sì che una tragedia simile non si ripeta mai più.


Anna Frank è una protagonista di questo tragico periodo.

Nata nel 1929 a Francoforte, in Germania, Anna faceva parte di una famiglia ebrea che, come molte altre, dovette affrontare le persecuzioni contro gli ebrei.

Nel 1933, la famiglia Frank decise di trasferirsi ad Amsterdam, nei Paesi Bassi, sperando di trovare rifugio e sicurezza. Tuttavia, con l'occupazione nazista dei Paesi Bassi nel 1940, la situazione peggiorò. 

Nel 1942, quando la minaccia di essere deportati divenne molto concreta, la famiglia si nascose in un alloggio segreto, dove rimase per oltre due anni.

Durante questo periodo, Anna trovò conforto nel suo diario, che aveva ricevuto in regalo quando aveva compiuto tredici anni. In queste pagine scrisse i suoi pensieri, le sue speranze e le sue paure. 

Il 4 agosto 1944 la Gestapo fece irruzione nell'alloggio segreto, arrestando tutti gli occupanti. Anna, insieme alla sua famiglia e ai suoi compagni, fu deportata nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau e successivamente nel campo di Bergen-Belsen, dove morì di tifo nel febbraio 1945.

Dopo la guerra, suo padre, l'unico sopravvissuto della famiglia, tornò ad Amsterdam e recuperò il diario, che era stato conservato da una delle persone che aveva aiutato la famiglia a nascondersi. Otto Frank decise di pubblicarlo, realizzando il desiderio di Anna di diventare una scrittrice.

Il "Diario di Anna Frank" è uno dei libri più letti e tradotti al mondo. La voce di Anna invita tutti  a lottare per un mondo più giusto e pacifico.

Giulia Valdes, 2^G

L’ISTRUZIONE DELLE DONNE

L’ISTRUZIONE DELLE DONNE, UNA BATTAGLIA ANCORA DA VINCERE

Nei Paesi in guerra le ragazze hanno maggiore probabilità di interrompere gli studi, rispetto alle coetanee negli Stati in pace.

di Gabriele Oppo, 1^E Secondaria di Primo grado


La situazione nel mondo: 132 milioni di ragazze non vanno a scuola, tra cui 34,4 milioni dovrebbero frequentare le elementari e 97,4 milioni le scuole medie.


UNA SOLUZIONE NELLA LOTTA ALLA POVERTÀ

Nelle regioni del Mondo poco sviluppate capita spesso che le donne vengano fatte sposare precocemente, quando sono ancora bambine. Le ragazze istruite si sposano più tardi, imparano a prevenire malattie come l’HIV e la malaria, crescono figli più sani, meglio nutriti e andranno più spesso a scuola. L’istruzione è quindi una delle più efficaci vie per uscire dalla povertà e dalla sovrappopolazione.


MOTIVI DELLA MANCANZA DI ISTRUZIONE DELLE DONNE

La principale causa dell’analfabetismo femminile è la povertà, alcune famiglie non hanno i soldi per mandare le loro figlie a scuola. In alcuni Paesi come l’Afghanistan il sistema educativo è peggiorato quando i talebani hanno preso il controllo del Paese, mettendo a rischio il futuro dei bambini e soprattutto quello delle bambine, vietando l’accesso a scuola.


PROGETTI PER L’ISTRUZIONE DELLE DONNE

In Afghanistan è nata la “scuola” senza muri, promossa da Wazir Khan, uno studente universitario afghano originario di Pol-e-Khomri, nella provincia di Baghlan, a 200 chilometri dalla capitale Kabul. Un giorno decise di creare una scuola itinerante, che non ha banchi, aule, sedie e muri. Lui si sposta da una zona all’altra con la lavagna e i suoi alunni si riuniscono all’aperto, in mezzo alla polvere, al caldo e al freddo per non perdere neanche una lezione. Così ha conquistato la fiducia di intere famiglie che gli affidano le loro bambine. 


E COME DIMENTICARCI DI…

Malala Yousafzai, che era ancora una ragazzina di 11 anni quando iniziò a tenere un blog in cui rivendicava il diritto delle donne di ricevere un’istruzione e godere delle stesse possibilità dei maschi. Questo non piacque ai fondamentalisti islamici e il 9 ottobre 2012 un gruppo di uomini armati le sparò in testa. Malala venne salvata dopo un lungo intervento chirurgico, ma non si fece intimidire diventando una celebre attivista per l’affermazione dei diritti delle donne. 

Nel giorno del suo sedicesimo compleanno, il 12 luglio 2013, Malala ha preso la parola al Palazzo di Vetro, sede delle Nazioni Unite a New York. Il suo discorso è stato un appello pacifico affinché ogni bambino del mondo abbia la possibilità di frequentare la scuola e costruirsi un futuro. Malala ha invitato la comunità internazionale a impegnarsi con tutte le forze per garantire questo diritto a tutti i bambini, senza distinzioni.

La sua frase più celebre, indimenticabile, è: “Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo”.


Gabriele Oppo, 1^B

L'INCENDIO DI LOS ANGELES

L'INCENDIO DI LOS ANGELES

Le fiamme hanno devastato per giorni la Città degli Angeli

di Aurora Zanda, 2^G Secondaria di Primo grado

Lo scorso gennaio, un vasto incendio ha devastato la Città degli Angeli; si conta un grande numero di vittime tra cui 13 dispersi, 16 morti, 153 mila persone evacuate e 12 mila strutture in rovina. La città è in ginocchio. 

VENTO E SICCITÀ

I primi segnali di ciò che stava per accadere si sono manifestati nel pomeriggio del 10 gennaio, intorno alle 16:30, quando le fiamme hanno iniziato a divampare a causa di raffiche di vento, che hanno raggiunto gli 80 km/h. 

La siccità, le temperature elevate e la vegetazione secca hanno fornito il combustibile per un incendio che si è propagato rapidamente, con una velocità impressionante e  che in poche ore ha distrutto vari quartieri.

SOCCORSI, SOLIDARIETÀ E VANDALISMO

Le operazioni di soccorso, condotte dai vigili del fuoco e dai volontari, sono proseguite i per tutta la notte. Migliaia di persone, sono state costrette ad abbandonare le proprie case in fretta e furia, trovando rifugio in centri di accoglienza allestiti in palestre, scuole e chiese.

Ci sono stati tanti gesti di solidarietà verso le famiglie in difficoltà: molti cittadini e organizzazioni si sono mobilitati per offrire cibo, vestiti e beni di prima necessità ai senzatetto. Ma purtroppo si sono verificati anche diversi episodi di furto con scasso nelle proprietà evacuate. Le autorità hanno quindi istituito un coprifuoco in tutte queste zone e chi non lo rispetta rischia l’arresto.

Le cause e le conseguenze

Mentre le indagini sono in corso per capire le cause dell'incendio, gli esperti sospettano che grande importanza abbia avuto il cambiamento climatico, che ha reso la California sempre più soggetta a siccità e incendi. 

Le conseguenze del disastro sono terribili: oltre alla morte di tante persone e animali, i danni alle case e agli edifici pubblici sono enormi, per la ricostruzione saranno necessari anni di lavoro.

La reazione delle autorità e gli aiuti internazionalI

Il presidente degli Stati Uniti (in quei giorni era ancora Joe Biden, ndr) ha dichiarato lo stato di emergenza e ha stanziato fondi federali. Numerosi Paesi hanno offerto il loro aiuto, inviando aiuti e squadre di vigili del fuoco. 

Tutto il mondo si stringe attorno a Los Angeles, nella speranza che presto possa tornare essere nuovamente la città degli Angeli.

Aurora Zanda, 2^G

Il futuro della tecnologia

Il futuro della tecnologia

Come l'innovazione sta cambiando il mondo in cui viviamo

di Raffaele Vallascas e Justyn Tinti, 2^B Secondaria di Primo grado


La tecnologia è in continua evoluzione e il futuro ci riserva sorprese incredibili. 

L'intelligenza artificiale (AI) è una tecnologia con un enorme potenziale per cambiare il mondo. Potrebbe rivoluzionare molti aspetti della nostra vita, dal lavoro alla medicina e migliorare il modo in cui viviamo.

In pratica, l'AI è la capacità dei computer di imparare, ragionare e prendere decisioni come farebbe un essere umano. L'AI è già utilizzata in vari settori, dai trasporti sino al marketing, alla ricerca, all'educazione, alla formazione, ecc.


Un'altra area di grande interesse è la realtà virtuale (VR) e la realtà aumentata (AR)

Queste realtà si stanno evolvendo costantemente e stanno cambiando il modo in cui interagiamo con il mondo digitale. Hanno il potenziale per trasformare molti settori.

Vengono usate per videogiochi e intrattenimento, nel settore militare e della sicurezza, nel  marketing e nella pubblicità.


Tra le tecnologie emergenti c'è la blockchain, che potrebbe rivoluzionare molti settori, dalla finanza alla logistica. La blockchain è una tecnologia che permette di registrare dati in modo sicuro attraverso una serie di blocchi interconnessi. È decentralizzata, trasparente e sicura grazie alla crittografia, cioè non è controllata da una sola persona o azienda, ma tutti possono vedere cosa succede e le informazioni sono protette da codici segreti.

Questa tecnologia è usata soprattutto con le monete digitali (come il Bitcoin), nei contratti digitali e per controllare il percorso dei prodotti, per essere sicuri che tutto sia chiaro e affidabile, senza bisogno di persone che controllino. 


Oltre a queste tecnologie ci sono molte altre aree di ricerca e sviluppo che stanno cambiando il nostro futuro. Eccone alcune:

- la nanotecnologia che riguarda la manipolazione di materiali a livello nanometrico (1-100 nm), cioè lavora con materiali a una scala incredibilmente piccola, chiamata scala nanometrica e permette di creare dispositivi e materiali con proprietà avanzate in medicina, elettronica, ecc. 

- le biotecnologie, un insieme di tecniche che usano esseri viventi (come batteri o cellule) o parti di essi per creare cose nuove o migliorare quelle esistenti. Alcuni esempi di applicazioni delle biotecnologie sono la medicina, con la creazione di farmaci, vaccini e terapie geniche, l’agricoltura con lo sviluppo di piante più resistenti e produttive, l’industria con la produzione di biocarburanti e materiali biodegradabili e l’ambiente con l’utilizzo di microrganismi per la depurazione dell'acqua e del suolo.

- le energie rinnovabili sono fonti di energia naturali e sostenibili, come il solare, l'eolico, l'idroelettrico, la geotermia e le biomasse.

Il futuro della tecnologia è ancora incerto, ma noi abbiamo la responsabilità di creare un mondo migliore per tutti.



di Raffaele Vallascas e Justyn Tinti, 2^B

Il Calcio: regole fondamentali e ruoli in campo

Il Calcio: regole fondamentali e ruoli in campo

Tra gli sport di squadra, è il più popolare al mondo

di Emanuele Rossano Spanu, 3^B Secondaria di Primo grado


Tra gli sport di squadra, il calcio è il più popolare al mondo e si gioca tra due squadre formate da undici giocatori.
Il campo di gioco ha forma rettangolare (105 m x 68 m) ed è delimitato da linee bianche, con due porte poste alle estremità, alte 2,4 m e larghe 7,28 m. 

L'obiettivo principale del gioco è segnare un gol, ovvero far entrare la palla nella porta avversaria, utilizzando qualsiasi parte del corpo, tranne le mani e le braccia.
I ruoli dei giocatori sono fondamentali per l'organizzazione della squadra: si gioca con undici persone, principalmente divise in attaccanti, centrocampisti, difensori e portiere. Tuttavia, esistono ruoli più specifici e dettagliati, come CC (centrocampista centrale), COC (centrocampista offensivo), terzino, ala, ecc., ognuno con compiti e responsabilità ben definite. 

Il compito principale dell'attaccante è segnare gol, ma anche gli altri giocatori possono contribuire alla fase offensiva. Il portiere è l'unico giocatore autorizzato a usare le mani per proteggere la propria porta, ma solo all'interno dell'area di rigore.

L'arbitro, coadiuvato dai suoi assistenti, ha il compito di far rispettare le regole del gioco, controllare il tempo e prendere decisioni disciplinari. 
Fischia i falli in caso di contatti irregolari o comportamenti antisportivi. Per falli lievi, l'arbitro può estrarre il cartellino giallo, che funge da avvertimento. 

Se un giocatore riceve due cartellini gialli nella stessa partita, viene espulso e gli viene mostrato il cartellino rosso. L'espulsione comporta l'uscita immediata dal campo del giocatore, lasciando la sua squadra in inferiorità numerica.
Durante i 90 minuti di gioco, più il tempo di recupero, ogni squadra ha la possibilità di effettuare fino a 5 sostituzioni.

di Emanuele Rossano Spanu, 3^B

Il bullismo e il cyberbullismo

Il bullismo e il cyberbullismo

Un problema serio che richiede l'attenzione di tutti

di Michele Porceddu, 3^B Scuola Secondaria di Primo grado


La parola "bullismo" è nata all'inizio degli anni '80, quando alcuni esperti del Nord Europa hanno deciso di dare un nome a un insieme di comportamenti negativi e violenti che avvenivano tra ragazzi. Volevano distinguere queste azioni dalle semplici litigate o dai dispetti. Così è nato il termine "bullismo". 

Da quel momento, genitori e insegnanti hanno iniziato a preoccuparsi di più di questo problema.     

Un famoso studioso norvegese riuscì a identificare tre caratteristiche necessarie per riconoscere questo fenomeno:

  • La prepotenza deve recare un danno
  • La prepotenza deve durare nel tempo
  • La vittima non riesce a difendersi

Il bullismo si manifesta quando un gruppo di ragazzi, o anche uno solo, iniziano a prendere di mira un loro coetaneo “debole” in modo continuativo, rendendogli la vita impossibile, umiliandolo e facendolo soffrire, creandogli danni fisici e psicologici.

Il “bullo” spesso opera a scuola ma si nasconde nell’ombra, in modo da non essere riconosciuto dagli insegnanti. Alcuni studi di circa dieci anni fa infatti, hanno rilevato che il luogo preferito per mettere in atto le azioni “bullistiche” è proprio la scuola.


Non si deve pensare che il bullismo riguardi solo gli adolescenti, ma se ne può parlare già dai nove/dieci anni in su. Nella scuola dell’infanzia o nei primi anni della scuola primaria 
però non è possibile parlare di vero bullismo poiché ai bambini di quell’età manca la consapevolezza di fare violenza.

Dal semplice bullismo si differenzia il “cyberbullismo” che invece viene attuato tramite la rete telematica. 

Il cyberbullismo è la prepotenza, la molestia, il ricatto, che viene fatto tramite la “rete” e include anche la diffusione di contenuti, tra cui foto e video, ON LINE.

Utilizzare social come Facebook, TIK TOK, Whatsapp, Messenger e Instagram, da parte degli adolescenti può risultare molto pericoloso se manca il dovuto controllo da parte dei genitori.

Gli atti di cyberbullismo, proprio per le loro caratteristiche, a differenza del semplice bullismo nelle aule scolastiche, possono essere fatti in modo anonimo e quindi è difficile risalire agli autori.


Cosa possiamo fare per fermare il bullismo?  

Prima di tutto “Non stiamo zitti”: il silenzio è la peggior cosa per le vittime del bullismo. Dobbiamo parlarne e far venire fuori il problema. Parlare con i genitori o chi ci è vicino, ma anche con gli insegnanti e il dirigente scolastico. La scuola può aiutare molto a capire chi sono i bulli, soprattutto se usa attività di gruppo che insegnano a collaborare e a stare insieme.

Oltre alle nostre famiglie e alla scuola, è importante sapere che ci sono delle persone pronte ad ascoltarci. Il TELEFONO AZZURRO ha attivato un numero gratuito al quale bambini, ragazzi ma anche adulti, possono rivolgersi per segnalare episodi di bullismo. 

Il numero è questo: 19696.

di Michele Porceddu, 3^B

Come Mary Anning - a cura della Scuola d'Infanzia "Maria Lai"

Come Mary Anning Curiosità, scoperta, creatività, invenzione Conoscete Mary Anning ? Vi diciamo come l’abbiamo conosciuta. Maestra Alessia Z...